Politica
15 Settembre 2013
Pumilia polemico sui recenti cambi di casacca: "probabilmente dovremmo parlare di transizione dalla rottamazione al riciclaggio"

Le riflessioni dei “civattiani” ferraresi

di Daniele Oppo | 3 min

Civati e PumiliaI recenti cambi di maglia all’interno del Pd, in cui in molti si sono scoperti improvvisamente renziani, provocano qualche dubbio all’interno del partito stesso, in particolari fra i sostenitori ferraresi di uno dei concorrenti, Pippo Civati.

“Proviamo, imbarazzati, a metterci nei panni degli elettori del PD o di semplici appassionati della politica -esordisce Domenico Pumilia- responsabile del comitato Ferrara per Civati-. Gli ultimi mesi in Italia non sono stati certo facili e di riflesso non lo sono stati nemmeno all’interno del Partito Democratico. Le difficoltà però, anziché produrre strategie e soluzioni lucide e credibili, hanno provocato molta confusione: dal caso della mancata elezione di Romano Prodi ad opera dei 101 franchi tiratori, al governo delle larghe intese e ai movimenti in prospettiva congressuale. L’immaginazione e la fantasia di Isaac Asimov -affonda Pumilia- è poca cosa a confronto e presto i saggi di molti politici democratici verranno probabilmente pubblicati nella collana Urania”.

“Probabilmente dovremmo parlare di transizione dalla rottamazione al riciclaggio -prosegue il sostenitore civattiano, criticando apertamente gli improvvisi amori verso Matteo Renzi-: appare cambiata la filosofia che guida i movimenti a sostegno di Matteo Renzi, quelli che fino a ieri erano da molti screditati perché volevano distruggere il partito con idee di destra e che oggi diventano l’approdo per tanti che della politica hanno fatto una professione. Pur considerando legittimo cambiare idea in politica, le radicali inversioni di tendenza alle quali stiamo assistendo richiederebbero – almeno – che si spiegasse come mai Matteo Renzi oggi sia considerato un ottimo candidato segretario di partito quando qualche mese fa si andava dicendo che, se avesse vinto le primarie diventando presidente del consiglio, lo avrebbe portato alla distruzione; per evitare che questi cambi d’idea appaiano come semplici riposizionamenti opportunistici. Altrettanto opportuno sarebbe riconoscere eventuali errori commessi e agire di conseguenza. Le spiegazioni vanno date non certo a noi, ma agli elettori a cui si è parlato mesi fa con parole diverse e che oggi sembra siano costretti ad accettare tutto a scatola chiusa e con una fiducia che oggi è definitivamente esaurita”.

Dopo la critica e i dubbi, arriva anche l’sottolineatura della diversità dei punti di vista che si sostanzia nell’appoggio a chi, ormai tanto tempo fa in termini politici, fu uno dei protagonisti insieme al sindaco di Firenze della “Leopolda”: “noi proponiamo un punto di vista che richiede il coraggio di cambiare senza necessariamente prendere la strada più facile. Oggi tra i candidati alla segreteria c’è Giuseppe Civati, che da mesi ha deciso di provare a riorganizzare il partito facendo il segretario, perché sa che solo attraverso questo passaggio c’è la possibilità di essere più incisivi, vincere le elezioni e dare una guida al Paese. Civati -spiega Pumilia che  intervistò durante la festa Pd di Pontelascuro- intende riconquistare prima di tutto la fiducia, e quindi il voto, dei tanti elettori che nel tempo si sono allontanati per rifugiarsi nell’astensione o nel voto a Sel e al M5S, e rivolgersi con una linea politica chiara a tutto l’elettorato”. E ancora: “non è sostenuto da sponsor importanti che successivamente gli chiederanno il conto -rivendicano i civattiani- ma da tante persone normali, militanti, iscritti, simpatizzanti. Siamo convinti che, tra i vari candidati alla segreteria, solo Civati, non Cuperlo, non Pittella e non Renzi,  possa realizzare quel rinnovamento vero e profondo del partito che riteniamo necessario e al contempo dare al partito una linea politica chiara, attenta a tutti gli individui inclusi i più deboli, innovatrice e vincente”.

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