Politica
10 Settembre 2013
Il presidente della Regione soddisfatto dell'accordo. "Ma il piano di rilancio non basta"

Errani a Copparo tra Berco e politica industriale

di Ruggero Veronese | 3 min

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foto (3)Copparo. “Il lavoro è il fondamento della nostra comunitá. E noi abbiamo cercato di rappresentare questo valore costituzionale”. Invitato alla festa del Pd di Copparo per discutere della situazione della Berco, il presidente della Regione Vasco Errani si mostra soddisfatto del risultato della trattativa che negli ultimi mesi ha tenuto impegnati istituzioni, lavoratori e sindacati ferraresi. Tutti soggetti che Errani ringrazia nell’esordio del suo discorso, riconoscendo a tutti il merito di “non aver mai cercato di scaricare le responsabilità sugli altri” durante una vertenza che, con una multinazionale come Thyssen come controparte, era piuttosto singolare e non era certo partita con il piede giusto.

Al fianco della presidente della Provincia Mrcella Zappatera, del sindaco di Copparo Nicola Rossi, della senatrice Maria Teresa Bertuzzi e del capogruppo Pd in Provincia Fabio Guglielmi, Errani ripercorre le varie fasi della trattativa, per poi parlare in maniera più generale del possibile sviluppo industriale del paese e delle priorità da fissare per governo ed enti locali. E ciò che caratterizza il suo discorso nei vari passaggi è il costante richiamo a una visione “non ideologica” per affrontare i problemi.

“Durante questa trattativa – spiega infatti il presidente della Regione – invece del posizionamento ideologico sono sempre stati messi davanti due elementi: i lavoratori e il futuro dell’impresa. E questo ha consentito al governo di svolgere un ruolo importnte nelle relazioni internazionali perchè le nostre argomentazioni verso Thyssen erano franche, veritiere e basate su questi due obiettivi. Abbiamo dovuto superare una prima fase in cui l azienda aveva scelto una strada non condivisibile  e che avrebbe portato situazioni di conflitto, ma abbiamo dimostrato che quella era una impostazione che non solo colpiva in maniera drammatica i lavoratori e il territorio, ma dava un colpo definitivo a un impresa che era ed è strategica per l’Italia”.

Errani continua parlando del futuro di Berco, dall’importanza del suo rilancio alla necessità di “impostare anche sistemi formativi per chi rimane dentro l’azienda”, ma perchè questo sia possibile c’è bisogno di un altro passo da parte della multinazionale tedesca. “Dobbiamo avere un atteggiamento costruttivo e capire cosa vuole fare Thyssen. Rilanciare il forgiato? Di certo quel piano che ci hanno proposto non è sufficiente. E bisogna evitare che fra un anno e mezzo o due ci si ritrovi nella stessa dinamica che abbiamo conosciuto, perchè da questo punto di vista i lavoratori e il territorio hanno già dato”.

In questo giocano però un ruolo chiave anche le scelte del governo italiano, e in questo il termine chiave per Errani è ‘politica industriale’, ovvero una serie di provvedimenti per incentivare le imprese e l’accesso al credito. “Questo paese non può permettersi di perdere un’azienda che, nonostante le difficoltà, ha un ruolo di leadership nel mercato globale. Voglio evitare una visione ideologica, e dico che ogni euro che abbiamo va messo sulla crescita qualitativa delle imprese. Prima di parlare dell’Imu c’è il tema del credito agli artigiani, che spesso non possono pagare le forniture perchè non hanno liquidità. Il secondo punto è riorganizzare gli incentivi: io sono per darli in maniera mirata a chi propone progetti utili, per esempio con assunzioni a tempo indeterminato o che punti alla ricerca e all’innovazione”.

Un tema, quello degli incentivi, che Errani vuole sdoganare definitivamente da ogni visione “di parte”: “In Inghilterra, uno dei paesi con la tradizione più liberale – spiega il presidente della Regione -, la politica industriale veniva considerata una specie di bestemmia. Però l’attuale governo conservatore ha deciso di rilanciare proprio questi strumenti, perchè si sono accorti che non si vàda nessuna parte se in un paese non c’è la manifattura. Bisogna investire nei settori strategici e dell’innovazione. E assieme a questo rilanciare il valore irrinunciabile della fedeltà fiscale, accompagnando e aiutando quelle imprese che con la pressione fiscale attuale non potrebbero mai stare in piedi”.
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