Ven 12 Lug 2013 - 1323 visite
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Dal bilancio del postribolo una critica all’amminsitrazione

Gli organizzatori dell'evento lanciano segnali distensivi ai bar ma chiedono un confronto con sindaco e vescovo

postribolanti“Dopo la serata di mercoledì bisogna chiedere un ampliamento delle infrastrutture del centro, che non sono adatte a una città universitaria e turistica”. Gli organizzatori della “Postribolo Night” presentano così il bilancio dell’evento che si è svolto in piazza Duomo (vai all’articolo), in risposta alle accuse lanciate dal vescovo Luigi Negri circa due settimane fa. Un evento che nei giorni scorsi era diventato l’argomento più chiacchierato della città, divisa tra chi sosteneva il messaggio di Negri (per la verità una minoranza) e chi ha cercato di dimostrare come la sua condanna, a conti fatti, fosse eccessiva.

Oggi Alessandro Balboni, Francesco Ricchieri, Filippo Maggi e Nicola Zanarini, si mostrano soddisfatti della riuscita dell’iniziativa e lanciano messaggi distensivi a tutte le parti in causa, a partire dal vescovo ma rivolgendosi anche ai titolari dei locali che mercoledì sera hanno deciso di chiudere le serrande e a Michele Lecci, presidente di Ferrara by Night che in un suo intervento sui blog di Estense.com (leggi l’articolo) ha mosso pesanti critiche a Balboni e compagni. “Troppa politica di mezzo. È una vetrina elettorale”, spiegavano i gestori dei bar mentre chiudevano i locali, riferendosi sia ai possibili risvolti della vicenda in consiglio comunale, sia alla provenienza di Balboni (figlio dell’ex senatore Pdl) e dei suoi compagni, in gran parte attivisti in Fratelli d’Italia.

Gli organizzatori del Postribolo negano però “ogni intento politico” nell’iniziativa e si concentrano sulla serata di mercoledì, con Balboni che spiega come “il nostro obiettivo fosse dimostrare che si può essere civili anche passando una bella serata tra giovani in piazza. Quello che ci sembra chiaro è che a Ferrara c’è una carenza di bagni pubblici e di cestini per l’immondizia e penso che l’amministrazione potrebbe creare un tavolo di confronto a tre, assieme alla curia e al mondo universitario, per cercare una soluzione”. E riguardo alle accuse di Lecci e degli esercenti il giovane organizzatore dell’evento getta acqua sul fuoco: “È stato un po’ offensivo scrivere sul blog che cercavamo solo un po’ di visibilità e francamente sono rimasto un po’ perplesso dall’intervento di Michele, mi sembra una polemica un po’ inconsistente su chi ha creato per primo l’evento. In ogni caso i ragazzi del bottiglione meritano la nostra riconoscenza per l’aiuto che ci hanno dato. Riguardo alla chiusura dei bar credo che il termine ‘malamovida’ fosse troppo forte e non posso condividerlo. Ma quei locali sono in affitto dalla curia e dopo le parole del vescovo posso capire i loro timori”.

Un nuovo argomento che spunta dalla conversazione con i quattro ragazzi è invece il ruolo delle guardie di sicurezza private presenti in piazza mercoledì sera. Se il dispiegamento delle forze dell’ordine era ampiamente prevedibile, sono in molti infatti ad essersi chiesti e ad aver cercato di capire chi avesse commissionato il servizio all’agenzia Top Secret. Su questo anche i ragazzi non sanno dare risposta, lasciando aperto il campo alle più svariate ipotesi.

L’unica critica mossa dai quattro organizzatori è invece rivolta all’amministrazione comunale, e in particolare ai quattro assessori (Marescotti, Fusari, Maisto e Marattin) presenti in piazza mercoledì sera. “Ci aspettavamo due parole da loro – afferma Balboni -, ma hanno parlato solo coi giornalisti e non ci sono venuti a cercare, è un peccato. L’amministrazione comunque deve riflettere sulle problematiche emerse: abbiamo dimostrato che con qualche cestino per la spazzatura in più, anche temporaneo, si risovono molti problemi, e poi resta la questione dei bagni pubblici: non serve a nulla mettere bagni chimici o creare strutture incustodite. Ferrara, anche dal punto di vista turistico, non può non avere dei servizi igienici in centro storico. Ora aspettiamo un segnale da parte del sindaco. Sappiamo che ha mandato delle lettere al rettore e a varie associazioni ferraresi, ma a noi non è ancora arrivato nulla”.

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