Gio 11 Lug 2013 - 3185 visite
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La fine di un postribolo mai nato

La temuta "Postribolo night" passa senza danni, ma i bar restano chiusi

Alla fine forse il morale della serata sta tutto nelle parole di alcuni dei ragazzi seduti sui gradini davanti al duomo: “Peccato che il vescovo stasera non passi a vedere la piazza”. Sono circa le tre di notte quando la “movida” nel centro di Ferrara sembra agli sgoccioli e nella piazza del duomo non si vede che qualche gruppetto sparso a scambiare le ultime chiacchiere. Chiacchiere animate anche da qualche anima goliarda che chiede “ma non ci doveva essere l’orgia a quest’ora?”, e che sollevano qualche risata in un centro di Ferrara che si appresta ad andare a dormire.

La tanto temuta “Postribolo Night” è infatti passata senza lasciare danni, come era lecito immaginarsi, sotto l’occhio attento delle forze dell’ordine e dei ragazzi “responsabilizzati” dal richiamo mediatico del caso nato dopo le dichiarazioni del vescovo Luigi Negri. Di fronte a un’organizzazione di ragazzi impegnati alla pulizia della piazza e a una cittadinanza partecipe nella vita notturna ferrarese, l’unica nota stonata della serata resta forse quella delle vetrine chiuse dei bar davanti al sagrato. Chiusi in risposta alle parole dello stesso vescovo, che nei giorni scorsi aveva addirittura ipotizzato la chiusura dei locali, in affitto presso la curia, “responsabili” del famigerato postribolo. Ma anche per protesta contro la “mala-movida”, contro cioè i Botellón o i raduni studenteschi auto organizzati che potrebbero essere la causa, secondo vari gestori delle attività, della situazione notata dal vescovo.

Sono circa le 22 quando davanti al sagrato del duomo vengono chiuse le ultime serrande. Nel frattempo la piazza si sta cominciando ad animare e giusto a un centinaio di metri, in piazza municipale, il blues di Roberto Formignani sta allietando gli spettatori di un piccolo concerto. Davanti al duomo invece hanno fatto la propria comparsa da diverse ore alcuni bidoni per l’immondizia portati sul posto dagli organizzatori del Postibolo Night, l’evento con cui i ragazzi si sono dati appuntamento in centro. A lanciare l’idea è stato Alessandro Balboni, esponente di Fratelli d’Italia che chiarisce però che l’iniziativa non deve avere alcun colore politico: “Siamo qui come studenti e vogliamo dimostrare al vescovo e alla città – spiega Balboni – che è possibile divertirsi e vivere alla sera anche in maniera civile e senza creare disturbo. Rispetto quello che ha detto il vescovo, ma credo che se ci si vuole occupare di degrado bisognerebbe impegnarsi sulla situazione nella zona dello stadio o del grattacielo. Questa notte i ragazzi raccoglieranno ogni bicchiere o bottiglia dalla piazza, e chi passerà domani non troverà alcuna traccia della festa di stanotte. In questo modo cerchiamo anche di sensibilizzare tutti gli studenti all’educazione. Il problema che si sente di più è quello dei servizi: stasera ci siamo autofinanziati per questi bidoni per l’immondizia, e oltre a quelli servirebbero anche dei servizi igienici pubblici per il centro storico”.

Il problema dei bagni pubblici sembra infatti quello più grave al momento, e già attorno a mezzanotte molti angoli dei parcheggi e delle strade laterali diventano meta di un continuo via vai di chi ha bevuto una birra di troppo. E se questo accade anche in una serata come quella di ieri sera, con l’attenzione pressante di media e forze dell’ordine, forse è uno degli aspetti su cui riflettere.

Il bilancio alla fine è quello di un mercoledì sera abbastanza normale, dove anche la sorpresa di vedere una troupe della Rai girare tra la gente e gli striscioni degli organizzatori della “Postribolo Night” lascia spazio ben presto alle chiacchiere con gli amici più stretti o agli “abbordaggi” più spericolati tra i diversi gruppi di studenti e studentesse. Complice la chiusura dei bar abituali, un certo flusso di persone si sposta in piazza Cortevecchia, ma i numeri sono quelli a cui il centro della nostra città universitaria, fortunatamente, è ancora abituato.

E durante la serata si notano anche le facce di diversi assessori ferraresi venuti a curiosare sulla situazione: Roberta Fusari, Deanna Marescotti, Massimo Maisto e Luigi Marattin. Che si trovano davanti a una piazza di giovani molto più civili di quanto si parli ma con un problema in più da risolvere: la protesta dei bar. “Questa sera tutti possiamo assistere a una città viva – spiega Maisto -, in cui la gente può uscire in centro, ascoltare un concerto e passare una serata piacevole. Sono convinto che ci sono città che pagherebbero per avere un centro storico di questo genere. In questi giorni abbiamo parlato di un problema che non esiste e anche il vostro giornale ha riportato i dati sulle chiamate di emergenza giunte in questi mesi, che non hanno mai coinvolto i giovani universitari”. Dello stesso avviso Marattin, che aggiunge con una punta di goliardia come “in realtà, guardano alla mia esperienza di professore all’università, mi sono reso conto come questa generazione sia molto più matura della nostra durante l’università”. L’assessore alle attività produttive Marescotti guarda invece anche alla situazione dei bar, e si dice “dispiaciuta dalla situazione, anche perchè i bar, spesso a torto, sono visti come responsabili di certi problemi. Non sapevamo di questa loro decisione, ma di certo li incontreremo al più presto per confrontarci con loro”.

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