Sono rimasto stupito dalle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Tagliani alla festa del PD nel merito dell’ospedale di Cona: «Un errore politico anche contrastare il progetto, ha causato problemi e ritardi». Se si riferiva al disaccordo dell’opposizione ci spieghi dunque in che modo ciò sia stato realmente e concretamente causa di problemi e ritardi. I problemi sono venuti da una scelta evidentemente sbagliata in fase di programmazione sanitaria provinciale, poiché si è sbagliato non ristrutturare il Sant Anna e non potenziare il San Camillo, dato che la concentrazione dell’utenza è a Ferrara e Comacchio nel periodo balneare; i ritardi poi sono stati causati da imperizia, superficialità, negligenza e forse anche qualcosa d’altro su cui ci sono già approfondimenti in corso che oramai non spettano più alla politica.
La verità è che quella sinistra che ci amministra dal dopoguerra ha dichiarato inizialmente che l’opposizione non comprendeva la modernità del progetto di Cona, poi che era inutile continuare a discutere su una questione già decisa e infine persino che era da irresponsabili insistere.
La realtà è che dopo aver fatto tutto quanto possibile per essere ascoltati, l’opposizione si è dovuta arrendere al voto delle passate amministrative, in cui sono state confermate giunte che continuavano, più o meno convintamente, quel deleterio progetto, che unitamente ad altre scellerate scelte sta mettendo in ginocchio il nostro sistema sanitario.
E se il signor sindaco chiede che fine abbiano fatto oggi le perplessità espresse in passato, le risposte le può avere semplicemente nelle testimonianze dei disagi patiti dai tanti cittadini che hanno già dovuto accedere al nuovo ospedale, senza quella metropolitana di superficie rimasta iscritta, come tante altre promesse non mantenute, nel ‘libro dei sogni’ dei ferraresi.
Sulla questione ‘movida’ vorrei solo aggiungere questo: Papa Francesco pone la famiglia al centro della sua prima enciclica ‘Lumen Fidei’ ; oggi assistiamo a figli che cominciano con il non rispettare i propri genitori, poi i propri insegnanti, quindi le autorità, i simboli e i monumenti della nostra millenaria civiltà. Possiamo davvero meravigliarci poi delle conseguenze di tutto ciò, accorgerci di una società incivile, senza valori comuni e reciproco rispetto? Monsignor Negri, forse, sta dicendo anche questo. In chi governa senza alternanza da tanti anni è facilmente comprensibile che il senso dell’autocritica sia molto debole, ma che si arrivi persino ad addebitare all’opposizione le proprie scelte amministrative, o a ritenere fuori luogo l’intervento di un Vescovo sulle scelte di vita dei giovani, appare tanto ridicolo quanto arrogante.
Mauro Malaguti – Consigliere regionale Pdl