
I dipendenti Berco entrano nella sede ThyssenKrupp
Copparo. Sono stati accolti da un gruppo dirigenziale disponibile, aperto “e anche leggermente imbarazzato” i lavoratori della Berco giunti in Germania per manifestare (vai all’articolo) sotto i cancelli della ThyssenKrupp. Un imbarazzo causato dal fatto che, come racconta da Essen il sindaco di Copparo Nicola Rossi, “qui in Germania non si percepiva quello che sta accadendo a Copparo, e la dirigenza tedesca non si aspettava di vedere il piazzale riempirsi di manifestanti, anche grazie alla partecipazione, nonostante la pioggia battente, dei lavoratori delle altre aziende locali che fanno capo alla multinazionale”.
A sostenere i colleghi italiani sono intervenuti infatti, guidati dal potente sindacato unico dei metalmeccanici tedesco IG Metall, alcune delegazioni tedesche che hanno dato così una maggiore forza mediatica all’evento. Il bilancio della “spedizione dei cento” copparese, almeno dalle prime impressioni, è a due facce. Da un lato si è rivelata utile nello stringere legami col mondo sindacale tedesco e nel riallacciare i rapporti con la multinazionale, che si è impegnata in un cambio nell’approccio alla trattativa. Dall’altro i sindacati italiani si sono trovati di fronte a una dirigenza che ha confermato le scelte dell’amministratrice delegata a Copparo Lucia Morselli e ha ribadito la volontà di procedere nel piano di ridimensionamento.
“I dirigenti Thyssen – spiega Rossi – hanno puntualizzato che l’incontro aveva un carattere ufficioso e non era una vera e propria trattativa. La nostra delegazione ha comunque espresso una serie di sollecitazioni riguardo a come si sta gestendo la trattativa, facendo emergere anche varie perplessità nei confronti dell’amministratrice delegata a Copparo, e al prossimo tavolo di trattative a Roma si arriverà quantomeno con un atteggiamento diverso”. All’incontro erano presenti un gruppo di dipendenti copparesi, i segretari provinciali dei sindacati metalmeccanici, alcuni rappresentanti di IG Metall e tre rappresentanti politici del territorio (l’assessore provinciale Stefano Calderoni, il sindaco di Copparo Nicola Rossi e il deputato emiliano-romagnolo Giovanni Paglia); tra i dirigenti tedeschi erano presenti invece anche due “pezzi da novanta” della ThyssenKrupp: Karsten Kross, responsabile del settore “Components Technology”, e Oliver Burkhard, responsabile delle risorse umane nei rami europei e africani del gruppo.
Alla fine le 17 ore di viaggio da Copparo ad Essen sono state accompagnate dalla rottura del condizionatore di uno dei due pullman, da ingorghi e, come se non bastasse, da una pioggia battente all’arrivo a destinazione. Un maltempo che ha probabilmente influito sulla partecipazione dei colleghi tedeschi, ma che non è bastato a fermare la carica dei copparesi. “Siamo tutti un po’ provati dal viaggio, che è stato molto faticoso – racconta da Essen l’assessore Calderoni -, ma la manifestazione è riuscita grazie all’impegno di questi lavoratori, che hanno affrontato 34 ore di viaggio per testimoniare la sofferenza di Copparo. Il merito è tutto di queste persone per il sacrificio che hanno fatto”.
Ma le fatiche dei manifestanti sono state premiate, dal momento che “i dirigenti – continua Calderoni – hanno capito questo sacrificio e hanno colto la necessità di cambiare il metodo in cui si sta portando avanti la trattativa. Abbiamo fatto presente che il metodo è diventato merito, perchè con scelte unilaterali come quelle che sono state prese fino a questo momento si condiziona l’intera discussione. Parlo, oltre che dell’apertura della procedura di mobilità, anche dell’azzeramento del contratto integrativo aziendale, che ha determinato una perdita di salario importante”.
Ora Calderoni si aspetta che “alle parole seguano i fatti”, anche perchè le tempistiche sono molto strette: “Il 22 luglio scade la procedura di mobilità – spiega l’assessore – e il tempo che abbiamo non deve essere sprecato in alcun modo. Ma oggi abbiamo fatto un passo in avanti importante, e abbiamo fatto capire alla Thyssen che si trova davanti a un territorio dove lavoratori, istituzioni e sindacati sono uniti e si stanno muovendo per lo stesso obiettivo”.
Chi non sembra credere molto al successo della spedizione sono i sindacati, che hanno apprezzato il legame che si è venuto a creare con la IG Metall ma che restano molto scettici riguardo le intenzioni di Thyssen. “Da ThyssenKrupp è stato espresso oggi un impegno al dialogo – spiega Gianni Venturi, coordinatore nazionale siderurgia della Cgil – Fiom -, peraltro tutto da verificare.Ma quel che è certo è che, sopra al tavolo, restano i 611 licenziamenti annunciati nelle settimane scorse dalla Berco. Noi continueremo la mobilitazione per riaffermare le nostre ragioni e per chiedere chiarezza sulle prospettive aziendali. Qual è la politica industriale di Berco? Quali sono le scelte e le strategie di mercato di ThyssenKrupp? Quello che deve essere chiaro è che noi rifiutiamo una ristrutturazione al buio. Berco ritiri i licenziamenti e si apra un tavolo negoziale fondato sulla affidabilità reciproca degli interlocutori. Se ciò non è avvenuto fin’ora, la responsabilità è tutta di Berco e a all’azienda tocca quindi fare il primo passo”.
Nel frattempo, mentre i due pulman arrivavano nel piazzale della ThyssenKrupp, lo stabilimento copparese era in sciopero e i dipendenti sono rimasti fuori dai cancelli contestando i “crumiri”, i lavoratori che invece di unirsi alla mobilitazione si sono recati regolarmente al lavoro.
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