Mer 12 Giu 2013 - 666 visite
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Tutto pronto: l’estate c’è, Franchino pure

È arrivato il momento che tanto temevo, non posso sottrarmi al dovere di scrivere di una manifestazione che mi riguarda da vicino, che vivo ogni anno in prima persona e che mi unisce alla mia terra. Ma proprio il sentirla così tanto parte del mio vissuto mi impedisce di essere obiettiva, sintetica e chiara nell’informarvi su tutto ciò che sta per succedere. Così ho chiesto a un amico di farlo per me. Mica uno qualsiasi, quello che leggerete di seguito è un testo di Marco Pecorari, penna di Rumore Magazine, il cui giudizio è tra i più temuti dai musicisti che si affacciano sulla scena indipendente italiana e, che per il Summer Days Festival, sovrintende il calendario musicale. Qui c’è la storia del Festival, da come è nato fino alle grosse sorprese che riserverà quest’anno, a partire da martedì 18 fino a domenica 23 giugno. Io vado a prepararmi, mi troverete dietro al bancone. Ai lettori di estense.com due birre al prezzo di tre, perchè so che avete il cuore d’oro e finanziate volentieri le iniziative cultural-popolari.

“Il Summer Days Festival/memorial Franco Bolognesi nasce 7 anni fa su iniziativa di un gruppo di ragazzi che principalmente fanno parte (o hanno fatto parte) di una squadra di basket, la BAGS Copparo.

Scopo della manifestazione è ricordare un compagno di squadra ma soprattutto un amico tragicamente e prematuramente scomparso: quale posto migliore per ricordare Franco (o, come lo chiamano gli amici, Franchino) se non il campetto da basket dove lui è cresciuto, sportivamente e umanamente e dove molti degli amici che ogni anno lo ricordano lo hanno conosciuto?

Le grandi passioni di Franco erano il basket e la musica, ecco che allora abbiamo deciso di ricordarlo mettendo in piedi un festival che unisse queste due passioni. La grossa motivazione nell’organizzare un evento che inizialmente si snodava su tre giorni e oggi è arrivato a durarne sei è quella di voler dar vita a una manifestazione che crei aggregazione e voglia di stare assieme in un posto come quello del Parco Verde di Via Garibaldi a Copparo che Franco e i suoi amici/compagni di squadra hanno contribuito a rivitalizzare dagli anni ’90 in poi. Questa aggregazione vuole essere più inclusiva possibile, a “soglia bassa”, in cui l’unico requisito di “ammissione” del posto è la voglia di stare bene assieme: più siamo e meglio stiamo!

In poche parole il concetto che sta dietro al festival è se ci pensiamo l’idea di Cosa Pubblica come cosa propria e allo stesso tempo di tutti. La voglia di ricordare Franco in una maniera festosa era una necessità vitale per noi: ecco allora che nel 2006 si è svolta la prima edizione del festival. Il Parco Verde da quell’anno ogni giugno diventa teatro di concerti e tornei di basket e di calcio a 5.

Nel corso degli anni la partecipazione è stata sempre maggiore. Grazie all’impegno dei volontari coinvolti nell’organizzazione, alle sponsorizzazioni private -raccolte door to door dagli organizzatori stessi, per sottolineare che fare fundraising è una fatica non da poco- e alle risposte positive in termini di conivolgimento dell’amministrazione locale si è arrivati nel corso degli anni a veder intitolato il Parco a Franco, a vedere riqualificata la sua area con interventi significativi e, per quel che riguarda il festival, a prolungarne la durata da tre a sei giorni. Abbiamo poi visto aggiungersi un punto di ristoro mobile che si è andato ad affiancare al bar autogestito dai volontari del festival, abbiamo visto come ospiti gruppi e progetti di fama anche internazionale e infine abbiamo voluto veder nascere altre iniziative che trovate specificate nel programma sulla pagina facebook https://www.facebook.com/events/634780769869727/?fref=ts.

Una cura particolare è dedicata alla selezione dei gruppi musicali e al merchandising: è diventata una tradizione fare disegnare la maglia dell’edizione del festival a un artista locale affiancato da un artista di fama nazionale. Particolare attenzione è poi riservata alla relazione fra il territorio locale e l’esterno: per questo il festival dà spazio sia alle espressioni di creatività locali che a quelle più conosciute a livello nazionale che sempre si interessano alla storia di Franco e del luogo dove si trovano a suonare (memorabile a tal proposito il rap freestyle dedicato a Franco e alla locale squadra di basket fresca vincintrice del torneo CSI di Alberto Pernazza Argentesi, il coniglio del programma Chiambretti nights ospite nella giornata di sabato dell’anno scorso che ha fatto uscire a ballare gli anziani del centro sociale adiacente attirandoli con Cuore Matto di Little Tony).

Visto che poi si parla di attenzione per quello che accade nel territorio quest’anno non potevamo certo non ospitare una rappresentanza di amici che lavorano alla Berco che saranno presenti con un banchetto informativo per tutta la durata del festival.

Programma di questa edizione: le novità e le chicche

Nella giornata di sabato 22  due novità principali

–  uno spazio-laboratorio, School Of Rock (rigorosamente a tema musicale) dedicato ai bambini, a cura di Silvia Meneghini 

– un triangolare di basket che vede come partecipanti i gruppi che suoneranno la sera e altri musicisti di fama nazionale (suoneranno i Marnero che presenteranno tra l’altro il loro nuvo album Il Sopravvissuto e i pisani Chambers, nella squadra ci saranno membri di Gazebo Penguins, Giardini di Mirò, Raein…), una squadra di dj’s (tra cui Cristiano Spiller, eroe della house italiana, uno che ha venduto 2 milioni di copie) e una di “addetti ai lavori” (principalmente giornalisti musicali e discografici indipendenti come Damir Ivic del Mucchio Selvaggio, Emiliano Colasanti di 42 Records (etichetta di Colapesce e moltri altri) ed Enzo Baruffaldi di Rolling Stone, Marco Gallerani (dj, produttore, discografico locale) e Daniele “Pedro” Vecchi (giornalista sportivo e musicista con Strike e molti altri). Visto che si tratta di un triangolare i membri della squadra che non giocherà provvederanno alla “colonna sonora” della partita in corso di svolgimento.

Una delle serate di maggior richiamo sarà quella di venerdì 21 che ospiterà due  performances irripetibili nel vero senso della parola: il duo pugliese dei Cannibal Movie, che si ispira all’immaginario dei film italiani degli anni ’70 che sta ritornando in voga grazie a Quentin Tarantino e a gruppi come i Calibro 35, presenterà uno spettacolo audio e video liberamente ispirato al film culto di Pupi Avati La Casa Dalle Finestre Che Ridono, girato in gran parte nella provincia ferrarese. In questo caso la parola “irripetibile” è quantomai azzeccata: si tratta di un lavoro in esclusiva per il festival.

L’altro gruppo ospite del venerdì sono i Ninos Du Brasil, il cui album omonimo è uscito su Tempesta (etichetta dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Luci Della Centrale Elettrica, Teatro Degli Orrori). Il frontman del gruppo è il poliedrico e vulcanico Nico Vascellari, artista di fama internazionale (ha vinto la biennale di Venezia Giovani nel 2008), che potete vedere in copertina su Vogue Uomo di Giugno ad esempio. I Ninos sono stati recentemente scelti come sigla di chisuura dalla trasmissione di Rai Due Quelli Che Il Calcio
http://www.youtube.com/watch?v=wcGrzjJSyPE. Ogni loro concerto, che mischia ritmi tipici della musica brasiliana ad una attitudine da carnevale di Ivrea che incontra quello di Rio è un vero e proprio evento, basta cercare in rete i filmati per vedere di che cosa sono capaci i ragazzi venuti dal Brasile.

Tutto il resto è riassunto in questo flyer.”

flyer summer days festival

Insomma, che altro aggiungere se non un grazie enorme a Marco Pecorari per avermi tirata fuori dall’empasse e a TUTTA l’organizzazione per l’ottimo lavoro? Non mi viene in mente nulla se non invitarvi nuovamente a non perdervi nemmeno una serata!

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