“Una festa in famiglia”. Queste le parole usate dal questore Orazio D’Anna nella luminosa ma contenuta sala dei ricevimenti della questura nell’aprire la 161° festa della polizia di Stato. Una cerimonia dai toni assai più contenuti rispetto ai fasti degli anni passati, e con cui le forze dell’ordine si sono volute unire al clima di sobrietà e ai tagli alle spese superflue di molti servizi pubblici. La cerimonia si è aperta con la deposizione di una corono d’allora sulla lapide dedicata ai caduti della polizia di Stato, nell’atrio del palazzo, a cui è seguita la lettura dei saluti al corpo armato da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del premier Enrico Letta e del ministro dell’interno Angelino Alfano e del capo della polizia Alessandro Marangoni.
I messaggi delle autorità nazionali, oltre a ribadire (in particolare nella lettera di Letta) il “dovere alla sobrietà” dei corpi pubblici, hanno rivolto un’attenzione particolare al ricordo dell’ex capo della polizia Antonio Manganelli, di cui si è lodato il discorso tracciato che ha portato, come scrive Napolitano, “all’armonica collaborazione tra magistratura e istituzioni, e a eccezionali risultati nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata”. Ma il concetto più amato da Manganelli è stato ripreso dallo stesso questore di Ferrara, che rivolto agli agenti e agli ospiti della cerimonia ha ripreso la frase “c’è più sicurezza insieme”. Una frase che l’ex capo della polizia ripeteva per chiedere la costante collaborazione tra cittadini e forze di polizia. “E in effetti – sono le parole di D’Anna – la sicurezza è un patrimonio comune, e deve essere avvertita da tutti come fattore fondamentale, non accessorio”.Il questore ha poi premiato gli agenti dei vari reparti che si sono maggiormente distinti negli interventi e nelle indagini.
Durante il proprio discorso il questore ha elencato anche alcuni dati riassuntivi dell’attività di polizia nei 12 mesi appena trascorsi nella provincia estense, che ha registrato un calo complessivo di delitti commessi del 6,3%. Tra i reati più importanti che sono stati contrastati con più efficacia spiccano lo sfruttamento alla prostituzione e la pornografia minorile (7 denunce, -50% rispetto all’anno passato), la ricettazione (87 casi, -28%), i danneggiamenti (1738 denunce, -13%) e le lesioni volontarie (361, -12%), ma scendono anche percosse (-5%) e rapine (-6%). Costanti le violenze sessuali (27 casi registrati, come l’anno precedente), mentre aumentano i casi di estorsione (18, +20%). Se si osserva la sola città di Ferrara, il dato più significativo è l’aumento delle violenze sessuali (19, +58%), mentre dato il contesto ferrarese risulta difficile valutare il dato relativo ai furti (5279; +4%), in quanto influenzato da un gran numero di denunce di biciclette rubate. Il questore ha poi lodato anche il lavoro investigativo della squadra mobile, ricordando alcune delle operazioni più riuscite degli ultimi mesi (tra cui “November Rain” e “Jackal”) e che hanno portato alla cattura di numerosi criminali e al sequestro di grosse quantità di droga.
D’Anna ha espresso soddisfazione per i dati dell’anno appena trascorso, che lo ha visto subentrare in corsa poche settimane fa dopo il trasferimento di Luigi Mauriello (vai all’articolo). “Assistiamo anche quest’anno – ha spiegato il questore – a una diminuzione del numero complessivo di reati registrati nella provincia di Ferrara. Dal momento che veniamo da altre annate in cui si era registrato un calo, era difficile quest’anno poter vedere numeri a doppia cifra, ma il dato ci sembra sicuramente molto buono”. Il dirigente della polizia si è soffermato anche sugli effetti della situazione economica sulla criminalità, in particolare per i casi di piccoli furti di generi alimentari e altri beni primari da negozi e supermercati: “La crisi ha sicuramente influito per alcune fattispecie di reato – è l’idea del questore -, che infatti fanno registrare una diminuzione più contenuta rispetto ad altri, anche se non possiamo considerarla l’unico fattore”.
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