Eventi e cultura
29 Aprile 2013
La Notte Bianca Ebraica di Ferrara si è aperta con la consegna dei riconoscimenti letterari agli autori

Meis: “La nostra identità è basata sul Libro”

di Ruggero Veronese | 2 min

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DSC08393Si è aperta con la consegna del premio di cultura ebraica Pardes la Notte Bianca Ebraica di Ferrara, guastata solo in parte dalla pioggia che ha costretto gli organizzatori a spostare l’evento dal chiostro di San Paolo alla Sala Estense. Un premio che ha richiamato a Ferrara personalità del mondo dell’arte e della letteratura, con il presidente della fondazione Meis Riccardo Calimani affiancato dal giornalista e saggista, nonché responsabile culturale de “l’Espresso”, Wlodek Goldkorn, per consegnare gli ambiti riconoscimenti e spiegare al pubblico le opere e i meriti dei tre autori protagonisti della serata.

I tre premi sono andati a Elena Loewenthal (per la letteratura), a Daniel Vogelmann (per la carriera) e a Umberto Fortis (per la saggistica). Calimani ha introdotto la serata parlando con soddisfazione del bilancio della manifestazione, mentre in prima fila si accomodava il politico e critico d’arte ferrarese Vittorio Sgarbi, invitato all’evento. Di particolare interesse sono state le parole di Goldkorn, che commentando lo spirito che anima l’intera tradizione letteraria ebraica ha toccato un punto di grande rilevanza filosofica e religiosa. “Nella nostra cultura della narrazione – ha affermato il giornalista – c’è un elemento di trascendenza. Perchè Dio creo Abramo? Per avere qualcuno che gli potesse raccontare delle storie. Questo vuol dire che neppure Dio è autosufficiente, e che nei racconti dell’uomo c’è qualcosa che si spinge davvero oltre e che serve a immaginare una realtà diversa. Così come accadde durante la Shoah, raccontare non vuol dire ricordare i torti subiti, ma immaginare di cambiare la situazione: è la memoria che diventa speranza. Ed effettivamente la nostra identità ebraica è basata proprio sul Libro, e quindi sulla narrazione”.

Una premessa che rende bene l’idea dell’importanza del premio ricevuto per i tre autori, con la Loewenthal che si è detta “entusiasta di ricevere un premio per la cosa che amo di più fare: scrivere”. Vogelmann, fondatore della casa editrice Giuntina, specializzata in autori ebraici, ha raccontato al pubblico della sua trentennale esperienza al fianco della moglie Vanna nel cercare “di diffondere la letteratura anche e soprattutto tra i non ebrei”. Uno sforzo continuo nel collegare le varie tradizioni che gli è valso senza alcun dubbio il premio alla carriera, assegnato dal presidente del Meis.

Al termine della premiazione, e dopo lo spettacolo di Natasha Czertok “L’Ora migliore del giorno”, sempre alla Sala Estense, la Notte Bianca è proseguita con l’attesa inaugurazione della targa dedicata a Paolo Ravenna sotto la colonna di Borso d’Este (vai all’articolo).

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