Tresignana
24 Aprile 2013
Nel 2008 prese di mira i colleghi e la titolare di un amico che si sentiva discriminato

Molestatore telefonico contro i “nemici dell’amico”

di Ruggero Veronese | 2 min

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admin-ajax (23)Final di Rero. Aveva preso di mira i dipendenti e la titolare di un discount a Final di Rero con lettere e telefonate ingiuriose e in piena notte, fino a quando questi non hanno deciso di sporgere querela. Andrea Ferrari, il protagonista della vicenda, è stato condannato ieri per molestie dal tribunale di Ferrara, con un’ammenda di 1400 euro e un totale di 16 mila euro di risarcimento alle quattro persone costituitesi parti civili, rappresentate dall’avvocato Tarricone. Il tutto per aver – come ha sostenuto l’accusa durante il dibattimento – aiutato un amico a “vendicarsi” di presunti torti subiti sul posto di lavoro, dove superiori e colleghi – secondo lui – lo avrebbero costretto a svolgere mansioni e turni più penalizzanti rispetto ai compagni di reparto.

Una pretesa discriminazione sul lavoro che tuttavia non ha trovato riscontro in tribunale, e quindi nel processo appena concluso il “maltrattato” si è trasformato in imputato, costretto a difendersi dalle accuse sul suo comportamento successivo. Infatti sentendosi discriminato, il dipendente del discount cominciò verso la fine del 2008, per circa tre mesi, a molestare telefonicamente assieme all’amico Ferrari i suoi “nemici” all’interno del supermercato, arrivando anche a considerazioni offensive sui gusti sessuali di uno di questi. Portato in tribunale, l’uomo concluse il procedimento attraverso un’oblazione, mentre Ferrari scelse la via del processo.

“Si è trattata di un’enorme goliardata presa come un attacco alla sessualità di uno dei dipendenti – afferma l’avvocato Tubi, difensore dell’imputato -. Un’idea che ha portato a fuorviare le indagini perché si è ritenuto di limitarle quasi esclusivamente su quell’aspetto. Credo che visto l’andamento del processo andremo in appello”. Ferrari, a cui è stata concessa la sospensione provvisionale della pena, oltre all’ammenda dovrà versare 16 mila euro di risarcimenti civili: 5000 per la titolare del discount e per il dipendente più “bersagliato” dalle molestie, 3000 a testa per gli altri due lavoratori presi di mira nel 2008.

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