Sport
13 Febbraio 2013
Gesto dimostrativo dei giocatori biancazzurri forse per gli arrestrati. Silenzio stampa in via Copparo

Spal, la squadra diserta l’allenamento

di Federico Pansini | 3 min

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In più occasioni era andato sotto casa di lei, suonando ininterrottamente il campanello e pretendendo, dietro la promessa di spaccare tutto o di divulgare video intimi fatti insieme, che lei scendesse. Altre volte l'aveva minacciata di morte per messaggio. Tutto perché lei aveva scelto di interrompere la relazione affettiva che la legava a lui e lui non lo aveva accettato

adminHa del clamoroso la protesta inscenata nella giornata di mercoledì dai giocatori della Spal, che hanno disertato la doppia seduta di allenamento. Non è infatti passata inosservata ai cronisti ed ai “fedelissimi” che durante la settimana seguono gli allenamenti della squadra di mister Sassarini al Centro di via Copparo, l’assenza dei giocatori dal campo centrale sin dalle prime ore del pomeriggio.

Un mistero iniziale che è via via diventato conferma, dalle pochissime parole degli addetti ai lavori del centro sportivo: “La squadra non si allena, e i giocatori sono in silenzio stampa sino a data da destinarsi”. Questo l’unico messaggio arrivato dai vertici della società biancazzurra, che nulla ha voluto spiegare riguardo agli accadimenti del pomeriggio.

Si tratta, inevitabilmente, di un fatto grave e che getta ombre pesantissime sulla situazione attuale in casa Spal. Perché a dispetto del silenzio (molto più rumoroso di tante parole, a volte) imposto al gruppo (giocatori-allenatore) ed alle parole con il contagocce dei vertici societari, quanto accaduto non può che far pensare ad una protesta relativa al mancato pagamento degli stipendi (mensilità di gennaio?).

Difficile infatti cogliere altre motivazioni dietro ad un gesto simile che vede accomunati allenatore e giocatori: la Spal è in piena corsa per le posizioni di vertice del campionato, cercando la rimonta sulla capolista Pro Piacenza che distanzia i biancazzurri di sei punti.

C’è poi il precedente: già lo scorso anno, nel pieno della sciagurata gestione di Cesare Butelli e con i giocatori non stipendiati da mesi, mister Vecchi e la squadra decisero di non allenarsi proprio in segno di protesta nei confronti delle inadempienze della società. L’ “ammutinamento” durò però solo qualche ora, perché supportata dalla spinta dei tifosi (in alcuni casi anche dall’aiuto economico di alcuni di loro) la squadra decise ben presto di tornare alla normale attività, proseguendo la stagione senza ricevere stipendi, venendo però costretta dalle penalizzazioni inflitte dalla Lega Pro ai playout e retrocedendo in Seconda Divisione dopo la sconfitta nello spareggio salvezza con il Pavia.

A distanza di poco meno di dodici mesi, con una estate contraddistinta dalla mancata iscrizione ai campionati professionistici e per la prima volta in oltre 100 anni di storia la partecipazione al massimo campionato dei Dilettanti, tornano i fantasmi e per la Spal pare proprio non esserci pace.

Non si può però nemmeno pensare ad un fulmine a ciel sereno: già da alcuni mesi, il patron Benasciutti manifesta le difficoltà nel sostenere in prima persona il progetto biancazzurro, e più volte lo stesso imprenditore ferrarese ha incontrato figure di imprenditori locali e non che hanno manifestato interesse nei confronti della società biancazzurra. Rendez-vous che però non hanno portato ai frutti sperati, così come è impensabile che il solo consorzio “Spal nel cuore”, pur accompagnato dall’impegno e la volontà di diversi imprenditori locali, possa supportare Benasciutti in una gestione tanto impegnativa dal punto di vista economico.

Si attende nelle prossime ore la presa di posizione ufficiale delle tanti parti in causa che affollano la galassia “spallina”: dai vertici dirigenziali, al sindaco Tiziano Tagliani che in estate aveva affidato il nuovo corso societario allo stesso Benasciutti (inizialmente affiancato da Pelliccioni), ai giocatori (per capire se questa protesta avrà un seguito anche nei prossimi giorni), sino ad eventuali nuovi soci candidati a subentrare o ad appoggiare l’attuale società per rinsaldare le casse biancazzurre.

Infine i tanti, tantissimi tifosi biancazzurri, che trattengono il fiato e saranno ingiustamente costretti all’ennesimo periodo di grande paura per il futuro della loro amatissima ultracentenaria Spal.

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