Politica
1 Febbraio 2013
L'ex ministro a Ferrara lancia i candidati del Pdl e attacca il rapporto politica-sistema bancario

Bernini a testa bassa: “Il Monte dei Paschi di Siena è il Pd”

di Ruggero Veronese | 3 min

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pdlÈ un Pdl aperto su due fronti quello che si presenterà alle prossime elezioni politiche, e che presenta i propri candidati ferraresi. Due fronti che, nelle parole del coordinatore provinciale Luca Cimarelli, sono “uno nazionale, che riguarda le politiche per la ripresa del paese, e uno locale, incentrato sui problemi legati alla ricostruzione dopo il terremoto, ai danni che hanno avuto le imprese e le ripercussioni sul lavoro giovanile”. Con lui l’ex ministro per le Politiche Comunitarie Anna Maria Bernini – capolista in Emilia-Romagna per il Senato -, che ha puntato soprattutto sulle proposte economiche del partito, le uniche “in grado di non far vincere il Pd, di cui il centro di Monti è solo una stampella”.

Un Pd di cui viene criticato “il continuo atteggiamento di superiorità morale”, ma che in realtà secondo la senatrice dovrebbe guardare prima di tutto in casa propria. Tanto da arrivare a formulare, in riferimento al caso Mps, un’equazione netta: “il Monte dei Paschi di Siena è il Pd”.

Ma le critiche della Bernini spaziano a tutto campo anche tra “le varie politiche economiche che sono state realizzate negli ultimi 13 mesi da quello che si è dimostrato il partito della tassazione, che ha portato il paese al limite dell’imposizione fiscale”. Si va dalle note lamentele per l’Imu sulla prima casa, che con la terza rata a fine anno avrebbe penalizzato anche i consumi del periodo natalizio, alla riforma Fornero, “che ha fatto in modo che chi prima era precario diventasse disoccupato”. Dalla soglia per i pagamenti in contanti, che per la senatrice dovrebbe essere alzata almeno a 2500 euro, a uno “strumento insostenibile come il redditometro, a cui va tolto l’effetto retroattivo e presuntivo sui beni acquistati”.

“Quello che proponiamo – prosegue la Bernini – è un attacco fortissimo al debito pubblico, attraverso tagli mirati e dismissioni di alcuni patrimoni pubblici. Dobbiamo affamare la bestia del debito pubblico, avviando un percorso di semplificazioni che ci permetteranno di abbattere la pressione fiscale”. L’attacco più forte della candidata è però rivolto al partito di Bersani: “noi non accettiamo lezioni di morale dal Pd, i cui rapporti con le banche la dicono lunga sul comportamento delle loro amministrazioni. Si prenda il caso di Siena, dove il Pd è il Monte Paschi: il Comune ha sempre controllato la fondazione, che a sua volta ha sempre controllato la banca. Le politiche economiche non possono essere fatti con provvedimenti ad bancam”.

L’attenzione di Cimarelli e dei candidati ferraresi è ovviamente più concentrata sul territorio. Il coordinatore parla di “un rinnovato entusiasmo attorno al partito” e si mostra ottimista dicendo che “qui a Ferrara il partito crede che la vittoria sia non solo auspicabile ma anche possibile, e utilizzeremo tutte le risorse possibili in questa campagna elettorale”. E la carta su cui tutti puntano è il primo cittadino di Sant’Agostino Fabrizio Toselli, all’ottava posizione nella lista per la Camera, che promette “un legame costante col territorio. Voglio essere parlamentare ma con la mia esperienza di sindaco, che mi ha insegnato a dialogare con ogni parte politica per cercare le soluzioni ai problemi, anche quelli di chi non mi ha votato. E voglio fare in modo che il parlamento non si dimentichi dei problemi lasciati dal terremoto, che solo chi ha vissuto in prima persona può capire”.

Gli altri candidati, la maggior parte dei quali si definisce “di servizio” per la candidatura di Toselli, sono Mariacristina Barbieri e Alessandro Menegati, rispettivamente 29° e 38° posizione per la Camera, e Luciano Tancini, Gabriella Garda e Vittorio Anselmi nella lista per il Senato, al 12°,18° e 22° posto. Tutti amministratori o consiglieri in Comuni nelle varie zone del ferrarese, e che durante la presentazione hanno sottolineato soprattutto le proprie competenze territoriali, e la possibilità di supportare il sindaco di Sant’Agostino, anche dopo l’elezione in Parlamento, con indicazioni e istanze provenienti dalle proprie aree di riferimento.

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