“Uno strumento per costringere il Pdl a compiere quel rinnovamento che ancora non è riuscito”. È questa, per il senatore Alberto Balboni, la definizione che più riassume la natura di Fratelli d’Italia, il movimento politico lanciato in dicembre da Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Guido Crosetto. Balboni ha presentato i candidati ferraresi in corsa per un posto nelle due camere del Parlamento, cogliendo l’occasione per parlare delle motivazioni che li hanno portati fuori dalle fila del partito di Alfano e Berlusconi.
E la causa principale della separazione, come è facile immaginare, sta in quella che il senatore ferrarese chiama “la questione morale” interna al Pdl, soprattutto relativamente “a un certo tipo di garantismo che purtroppo all’interno del partito è ancora motivo di discussione”. Più una differenza etica che nelle proposte di governo quindi, come sottolinea lo stesso Balboni quando parla dei motivi per cui l’elettorato dovrebbe sostenere il movimento. “Ci presentiamo all’interno della coalizione di centrodestra, di cui sosteniamo il programma insieme a Pdl, Lega Nord e Mpa, ma rimarcando le nostre differenze con gli altri partiti. Abbiamo fatto una scelta precisa e rischiosa per ridare voce a quei valori della destra che negli ultimi tempi sono stati trascurati: merito, trasparenza e onestà. Nelle nostre liste non ci sono inquisiti, condannati o persone che hanno ricevuto avvisi di garanzia, perché crediamo che in questo momento la politica abbia bisogno innanzitutto di trasparenza”.
Il garantismo di Balboni si propone quindi “come una questione etica, e non giudiziaria. Anche perché da avvocato posso dire che non sempre la verità processuale coincide con quella dei fatti. In tutti i settori ci sono persone che sbagliano, ma la differenza la fa la reazione che si ha di fronte a certe accuse. Il pensiero all’interno del Pdl è che finchè non c’è una condanna definitiva si possa continuare a fare politica, noi invece vogliamo tornare a fare politica per passione e per i nostri valori, senza la compagnia di personaggi imbarazzanti”. Il senatore non muove ulteriori critiche al suo ex partito, ma anzi sottolinea come “nell’ultimo periodo alcuni giornali mi abbiano messo in bocca parole che non ho mai detto. Non ho mai pensato che il Pdl è un partito corrotto, anzi è composto da un’infinità di gente per bene. Questi però devono avere il coraggio di emarginare chi ha sbagliato”.
E assieme a Balboni erano presenti anche i candidati che iscritti alle liste elettorali di FdI. Per la Camera dei Deputati i nomi sono quelli di Andrea Ferrari, Fausto Giannella, Stefano Grillanda, Claudia Balboni e Raul Marega; per il Senato correranno invece Alberto Ferretti, Cinzia Gaiani e lo stesso Alberto Balboni. Un gruppo variegato e che comprende sia vecchie conoscenze della politica (Grillanda, ex candidato sindaco e attuale capogruppo dell’opposizione a Berra, Marega, consigliere comunale a Bondeno, Claudia Balboni, ex sindaco di Sant’Agostino, Giannella, consigliere comunale a Goro) che new entries, come Gaiani, Carelli e Ferrari. Tutti i candidati saranno presenti domani pomeriggio alle 15 all’hotel Duca d’Este di via Bologna, per l’assemblea costitutiva della sezione ferrarese e il primo incontro ufficiale col pubblico.
E al fianco dei candidati c’era anche Paolo Spath, ventiduenne ex presidente provinciale di Giovane Italia a cui Balboni riconosce un merito particolare: “Purtroppo per motivi anagrafici Paolo non è candidabile per il Parlamento, ma è stato il primo a Ferrara a credere nel progetto di Fratelli d’Italia e quindi avrà anche «l’onere» di dirigere il movimento nella nostra provincia”. Quasi un investitura ufficiale per il giovane consigliere di circoscrizione, che al termine dell’incontro spiega le motivazioni del suo appoggio immediato al nuovo movimento. “Ho provato una certa delusione per il Pdl, dopo le promesse di rinnovamento fatte da Alfano e la raccolta di 200 mila firme per le primarie, poi andate a monte. Se restiamo all’interno della coalizione è perché crediamo nel bipolarismo e nella politica, e perché vogliamo portare un contributo vero al rinnovamento del Pdl e del centrodestra”.