Daino attraversa la strada, investito da due macchine
Ancora un incidente causato dall'attraversamento della strada da parte di un daino a Lido delle Nazioni, in via dei Continenti intorno alle 23 di sabato 4 aprile
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Mattinata di Pasqua segnata da un incidente sull'autostrada A13, dove il traffico festivo si è trasformato, per alcuni automobilisti, in momenti di apprensione
È stato convalidato ieri in udienza il fermo del 40enne che abita abita provincia di Ferrara, arrestato e denunciato negli scorsi giorni per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa aggravata dall'uso di strumenti informatici
È stato archiviato il procedimento contro ignoti aperto dalla Procura di Ferrara in relazione alla presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender all’interno della casa circondariale “Costantino Satta” di Ferrara
L'Ars et Labor vince due a zero il derby contro il Sant'Agostino e torna a meno sei punti di distanza dalla capolista Mezzolara, blindando il secondo posto playoff quando mancano quattro giornate dalla fine della regular season
“Quali sono le prospettive della sanità ferrarese nel futuro? Come si potrà garantire la copertura sanitaria dopo l’applicazione del decreto Balduzzi? Si riuscirà a mantenere in vita la facoltà di medicina? E quali sono le prospettive di queste fantomatiche case della salute?” Il presidente dell’ordine dei medici ferrarese Bruno Di Lascio si presenta alla fine del 2012 con più domande che risposte, ma sono le domande di chi in realtà conosce fin troppo bene la situazione. Domande che un’intera categoria professionale rivolge agli amministratori locali, nazionali e a chi si candida per esserlo in futuro. “A poco più di 50 giorni dalle urne, nessun programma elettorale mette la sanità al primo posto. Ma la salute non è né di destra né di sinistra, e ci sono 3000 iscritti all’ordine dei medici che vorrebbero capire cosa ha intenzione di portare chi si candida a governare il Paese”.
Quello di Di Lascio è dunque prima di tutto un appello ai candidati al parlamento ferraresi perché chiariscano i propri progetti. Soprattutto alla luce della stangata che il 2013 e il decreto Balduzzi porteranno alla sanità ferrarese: 478 posti letto in meno, bacini di utenza per i vari reparti raddoppiati rispetto al 2012 (da 600 mila persone a 1,2 milioni per le specialistiche più comuni, e inevitabile accorpamento con Bologna e Imola), scomparsa dei pronto soccorso ad Argenta e Bondeno e riduzione delle ambulanze, da 5 per il solo territorio comunale a 7 per l’intera provincia. Solo per citare i punti più critici. Una manovra di spending review talmente imponente da scatenare l’indignazione di Di Lascio: “ma l’articolo 32 della Costituzione ce lo siamo dimenticati? E l’articolo 3, sulla rimozione degli ostacoli all’uguaglianza dei cittadini? Ho letto l’agenda Monti e mi è sembrata una via di mezzo tra i dieci comandamenti e la letterina a Babbo Natale, che liquida tutta la questione della sanità in poche parole prive di contenuti”.
Intanto però la qualità delle cure è in costante calo, e l’immagine offerta dal presidente dell’ordine ferrarese è quella di un progressivo smantellamento delle strutture pubbliche: “La riorganizzazione della pediatria a Lagosanto è una premessa alla scomparsa dell’ostetricia? I giovani laureati che prospettive hanno nel nostro territorio? Ora ci sono reparti multidisciplinari in cui la caposala deve coprire aree di cui prima non aveva competenza: ci può anche stare dal punto di vista organizzativo, ma non si venga a parlare di ottimizzazione o miglioramento del servizio sanitario”. E la rabbia di Di Lascio è amplificata dalla “maleducazione” del ministro Balduzzi, a cui il 23 novembre l’ordine dei medici ferrarese ha chiesto un incontro pubblico senza mai ricevere risposta, “rivelando supponenza e convinzione di poter somministrare dall’alto le proprie idee, senza alcuna discussione e confronto”.
E dopo essersi occupato dei rappresentanti nazionali, Di Lascio ha qualche cartuccia in serbo anche per le istituzioni e i dirigenti sanitari locali, che in un’ottica di ristrettezza economica non fanno comunque mancare sprechi e innalzamenti dei costi. Come nel caso dell’ex Sant’Anna di corso Giovecca, che per essere riqualificato in casa della salute ha visto i preventivi salire da 30-40 milioni a 80 milioni di euro. “È logico o vantaggioso spendere quei soldi per il progetto? Mi pare che costruire e mettere in moto l’intero ospedale di Cona non sia costato più di 600-700 milioni di euro, com’è possibile che per questo recupero dell’anello si spenda più del 10% di quella cifra?”. E a subire i danni maggiori potrebbe essere l’università, tra i tagli alla ricerca e la difficile situazione ferrarese. “Il rischio è che entro cinque anni ci si trovi in condizioni drammatiche: come possiamo garantire ai ragazzi i trasporti e la logistica? In più molti direttori di cattedra lasceranno il posto nei prossimi anni: stiamo perdendo i maestri, e non se ne vedono di nuovi. In che modo possiamo continuare a essere un’attrattiva per gli studenti fuori sede?”.
E mentre il trattamento sanitario è in flessione, molte decisioni sembrano essere legate più a operazioni di immagine che a un reale servizio pubblico. Come quella di inaugurare tre sale operatorie ad Argenta (“le abbiamo fatte per la gente o per la stampa?”), ma soprattutto come l’impostazione complessiva che l’ospedale di Cona ha avuto fin dal primo momento in cui fu pronunciata la parola ‘eccellenza’. “I cittadini ferraresi si devono preoccupare solo dei tumori o esistono anche i problemi quotidiani? – si domanda Di Lascio – Non è ipotizzabile che si ragioni sull’attrattiva di un ospedale basandosi solo sulla punta di diamante relativa alle patologie gravissime, per attirare malati da fuori Ferrara. Nel quotidiano la gente ha bisogno di cure per ernie, appendici, tonsilliti, e i medici vorrebbero sapere come possono offrire un servizio di qualità”. Una domanda indirizzata al ministero, ai candidati al parlamento e agli amministratori locali, e i medici non sono i soli ad attendere una risposta.
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