Anche la sanità privata è scossa dall’ondata di scioperi e proteste contro le attuali misure economiche. Ieri mattina davanti alle principali cliniche private ferraresi, Quisisana e Salus, erano presenti due presidi dei dipendenti, supportati da alcuni funzionari della Cgil–Fp, in cui venivano distribuiti ai passanti alcuni volantini dal titolo piuttosto esplicito: “il contratto non è una merce”.
Al centro della protesta, oltre al taglio dei posti letto nelle strutture ospedaliere, che potrebbe portare alla chiusura di diverse sezioni o cliniche, c’è il nodo del contratto nazionale di lavoro per i dipendenti della sanità privata, ancora fermo dal triennio 2003-2005.
“La protesta è principalmente per il rinnovo del contratto nazionale – spiega Mauro Pirani, dipendente di Quisisana –, soprattutto ora che Aris e Aiop, le associazioni di industriali della sanità privata, hanno avanzato proposte che prevedono un aumento di ore lavorative settimanali da 36 a 38, e in cui la paga oraria risulta ridotta. Oltre a questo i nuovi assunti non beneficeranno neanche di alcuna indennità nello stipendio, e questo crea delle differenziazioni tra dipendenti nella stessa azienda”.
“Vorrebbero fare la contrattazione al di fuori del contratto nazionale, – spiega Luca Minelli di Cgil Fp – direttamente con le aziende: lo stesso modello che si applica alla Fiat e che noi contestiamo. Ma poi c’è il problema della spending review, e con il taglio dei posti letto c’è il rischio che saltino le convenzioni con le cliniche private e che queste debbano chiudere. E se le cose dovessero finire così questi dipendenti non avrebbero neanche accesso alla cassa integrazione”.
A Ferrara e provincia sono 470 i posti letto che verranno tagliati, ma il ridimensionamento sarà fatto non per singoli posti, ma per reparti. Quindi ad esclusione del Sant’Anna sia le cliniche private che gli altri ospedali della provincia sentono oscillare sopra la testa una spada di Damocle: visto che non si può condividere il sacrificio tagliando un certo numero di posti letto in ogni struttura, chi subirà il taglio drastico? Le cliniche private ferraresi ospitano 190 posti letto, e le convenzioni che le legano al servizio pubblico potrebbero essere tra le prime a saltare.
“Siamo presi tra due fuochi: – spiegano i rappresentanti della Cgil al presidio – da una parte gli interessi e il profitto degli imprenditori privati, e dall’altra i tagli alla sanità. Ma a Ferrara ci sono 180 dipendenti che lavorano in queste strutture, e garantiscono tutti i giorni la qualità delle cure nelle cliniche private. Bisogna pensare anche a loro”.
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