Daino attraversa la strada, investito da due macchine
Ancora un incidente causato dall'attraversamento della strada da parte di un daino a Lido delle Nazioni, in via dei Continenti intorno alle 23 di sabato 4 aprile
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Mattinata di Pasqua segnata da un incidente sull'autostrada A13, dove il traffico festivo si è trasformato, per alcuni automobilisti, in momenti di apprensione
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È stato archiviato il procedimento contro ignoti aperto dalla Procura di Ferrara in relazione alla presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender all’interno della casa circondariale “Costantino Satta” di Ferrara
L'Ars et Labor vince due a zero il derby contro il Sant'Agostino e torna a meno sei punti di distanza dalla capolista Mezzolara, blindando il secondo posto playoff quando mancano quattro giornate dalla fine della regular season
“Stanno cominciando i disagi, e potrebbero avere tutti gli elementi per ipotizzare un ulteriore aggravarsi della situazione. Sperando che non succeda quello che è successo l’anno scorso, che è stato un vero disastro”. C’è preoccupazione nelle parole di Giuseppe Rodia, presidente del comitato dei pendolari che si recano tutte le mattine da Ferrara a Bologna. L’anno scorso l’ondata di freddo causò ritardi, cancellazioni e gravi disagi per gli utenti, tanto che, anche grazie alle pressioni del comitato, i pendolari ricevettero il risarcimento dell’abbonamento mensile.
Ma il problema dei treni sulla tratta Ferrara – Bologna va al di là degli episodi di maltempo, e le lamentele di tutti i giorni da parte degli utenti sono dirette soprattutto ai disservizi causati dall’incuria umana.
“Il nostro comitato è formato da circa 200 persone, ma anche altre stanno manifestando la volontà di entrare”, spiega Rodia parlando delle origini del gruppo, “quando si è costituito ho girato vagone per vagone con le schede di adesione, adesso invece molti si stanno iscrivendo tramite e-mail”. La svolta secondo alcuni pendolari è stata proprio col risarcimento dell’abbonamento del mese di maggio (anche se Trenitalia aveva annunciato che ne avrebbe abbuonato due mesi), e adesso il comitato dovrà dimostrare di saper continuare sulla strada intrapresa. Il prossimo passo sono le lezioni del prossimo presidente, che verrà nominato dall’assemblea degli iscritti il 14 dicembre alle ore 18, nella sede Ctf. “Possono venire a votare tutti gli iscritti – continua Rodia con una battuta –, ma non gente esterna al comitato: non sono le primarie del Pd”.
E per quanto siano ristrette a “una minoranza”, le elezioni dei pendolari rispecchiano un disagio reale da parte di chi è costretto a muoversi in treno con un servizio regionale sempre più sacrificato. Secondo Rodia sono almeno 3mila le persone che tutte le mattine si spostano a Bologna, costretti ad arrivare in ritardo a causa dei Frecciarossa che sfrecciano sul binario accanto o a viaggiare in piedi a causa del numero sempre minore di vagoni. “La situazione si è aggravata ulteriormente perchè qui abbiamo da una parte l’alta velocità che blocca in sostanza tutto, che ha sempre la precedenza su tutto, quindi la sofferenza ricade interamente sul trasporto regionale. Dall’altra parte vengono sempre più ridotti i finanziamenti a livello statale che vengono dati alle regioni per gestire questa materia, e i servizi stanno avendo una caduta di efficienza. Abbiamo carrozze rotte senza riscaldamento d’inverno e senza aria condizionata d’estate, treni ridotti all’osso, porte rotte, materiale fatiscente”.
Gli unici possibili interlocutori il comitato li ha trovati in Regione, che per adesso sta sopperendo alle mancanze dell’azienda: “Le carrozze sono sempre ridotte: nonostante il contratto di servizio stabilisca che devono essere nove ne sono presenti sempre soltanto sei o sette, o quando ci sono nove vagoni alcuni sono chiusi per mancanza di personale. Quando noi segnaliamo queste cose la Regione fa delle multe a Trenitalia sia per i ritardi che per i disservizi, e con i soldi che incassa provvede alle manutenzioni, visto che chi dovrebbe non le fa”. Ma alcuni iscritti al comitato restano scettici: “il comitato fa quello che può, ma i soldi di Trenitalia vengono comunque dalla Regione, e più che vere multe sono semplicemente delle trattenute. Il problema è che proprio a causa di queste sanzioni l’azienda dice di non avere i soldi per effettuare lavori e migliorare il servizio: è un circolo vizioso che andrebbe risolto alla radice, cambiando i dirigenti di Trenitalia”.
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