dom 2 Dic 2012 - 2863 visite
Stampa

Il vescovo Luigi Negri e l’indignazione

Il nuovo arcivescovo della diocesi di Ferrara-Comacchio sarà mons. Luigi Negri. Da vescovo  di  S. Marino Montefeltro nel febbraio del 2011 rilasciò un’intervista al periodico Tempi in cui criticava l’azione della magistratura e difendeva l’operato  pubblico dell’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi. A quella presa di posizione replicò, con una lettera aperta, il vescovo emerito di Ivrea Luigi Bettazzi.

Nell’intervista mons. Negri disse che l’indignazione non è un atteggiamento cristiano. Anche se alcuni invocano lo Spirito Santo e altri, sul fronte opposto, il carrierismo, non è bene essere indignati per la presente nomina. Nella Chiesa le cose, da sempre, vanno, più o meno, così. In un suo piccolo, abissale libro (tradotto in italiano con il titolo Diario di un dolore)  C.S. Lewis scrive: «domattina un prete mi darà una piccola cialda rotonda, sottile, fredda e insapore. È uno svantaggio, o non forse in qualche modo un vantaggio, che questa cosa non possa ambire alla benché minima somiglianza con ciò a cui mi unisce?». Nella vita della Chiesa molte cose sono così, tra esse anche i modi in cui si nominano i vescovi. Non vi è alcuna somiglianza tra essi e ciò che nella fede la figura del vescovo significa. È uno svantaggio? È un vantaggio?

L’indignazione non è cristiana? Non solo i profeti e Giovanni Battista si indignarono, lo fece anche il Gesù dei Vangeli, in massimo grado di fronte ai «sepolcri imbiancati». L’indignazione è esigente, si può essere facilmente ipocriti anche nell’esercitarla, ma a volte, quando si è disposti a pagarne il prezzo, essa, oltre a  un dovere civile, è  anche segno pervicace di speranza.

Stampa
  • andrea rossi

    Berlusconi non é uno stinco di santo, ma come dimostrano alcuni fatti di questi giorni mmi pare che la magistratura non sempre ha ragione “in quanto magistratura”. poi se si vuole levgere tra le righe mi pare che come sempre le cose siano piů complesse e che la complessitá spaventa i semplificafori. Viva il vescovo.

  • http://facebook gianni venturi

    Mirabile commento Piero. Nulla sapevo delle vicende ch esponi coì pacatamente, ma quel commento sull’indignazione mi pare assolutamente appropriato e MOLTO cristiano. Te lo dice uno che dubita soprattutto i campo religioso .

  • Fiorenzo Baratelli

    Conoscevo l’episodio a cui fa riferimento Piero. E sull’indignazione concordo in pieno……Intervengo solo per chiedere a Rossi cosa significa ciò che ha scritto: sinceramente (non faccio ironia…) non ho capito. Registro, però, questo modo di ragionare (“Berlusconi non è uno stinco di santo, ma….”), che non vuole mai assumersi la responsabilità di giudicare qualcosa per ciò che è, ma sente sempre il bisogno di attenuarne la portata ‘scandalosa’ affiancandogli ‘altri’ casi ecc. In fondo è la conferma (la ‘coazione a ripetere’ è stata ben analizzata da Freud…)di una riflessione che Piero ha già fatto in un altro suo blog: sì, è vero che….però anche tu….o anche lui…..Diceva Hanna Arendt che la conoscenza senza la capacità di ‘giudicare’ può contributire a produrre e conservare realtà mostruose….E, nel nostro piccolo, questi vent’anni di ‘berlusconismo’ sono stati una discreta mostruosità!

  • scardola delmo

    Tanto, se va in pensione raggiunta l’età di Rabitti, non resterà molto tempo nella nostra arcidiocesi…

  • gfv

    Pecorelle smarrite !!! Berlusconi, Formigoni, Casini, ecc., ecc. ecc., ecc., ecc., ecc. …………

  • Antonio Martino

    1960. Millesimo anniversario della fondazione della mia diocesi nel profondo Sud. Il vecchio Pastore, un gigangte, che la reggeva da 42 anni, era moribondo e fu mandato un ausiliare. L’on. Colombo mi chiese informazioni sulla situazione. Gli dissi tutta la mia delusione con giudizi severissimi sul vescovo ausiliare. Colombo mi disse: “La diocesi ha mille anni. In questo millennio forse ha avuto un solo vescovo della statura di mons. D.N. Armati di pazienza e vedrai che in mille anni un altro vescovo così potreste averlo”. Dopo qualche settimana morì improvvisamente mio padre, il vescovo morì due giorni dopo, ma mi aveva fatto giungere le sue consoglianze.

  • loris

    evidentemente nulla di nuovo , sono piu’ o meno tutti cosi’…per quanto mi riguarda poteva anche rimanere dov’era , e comunque non mi meraviglio se ha questo tipo di opinione…abbasso il vescovo !….

  • Andrea Vaccari

    L’accettazione di un Vescovo, in quanto Vescovo, per un credente è un fatto di fede, non certo un qualcosa che possa venire meno considerando un discorso o una presa di posizione pubblica. Credo tuttavia che una valutazione sul Mons. Negri vescovo, debba essere fatta sulla base del suo agire pastorale. Ed in questa città questo deve ancora avvenire.
    Tutti noi abbiamo la “sindrome da previsione”. Cerchiamo di prevedere ogni cosa, dal tempo meteo, all’esito delle elezioni, fino a ciò che compreranno i clienti di un supermercato fra due mesi. Ed anche quando un nuovo Vescovo si insedia, cerchiamo nel passato qualcosa che faccia prevedere il suo futuro.qui da noi, ma per me questa è un’operazione abbastamza sterile. Perché mai fin’ora il suo espiscopato ha avuto di fronte dei ferraresi. Manca quindi una delle variabili principali per la previsione!
    Per un uovo, pur essendo sempre uovo, il suo diventare tagliatella o frittata dipende non solo da lui, ma da cosa gli mettiamo intorno.

  • gnoppi

    speriamo che il nuovo vescovo luigi negri si faccia promotore di un opportuno progetto di giustizia sociale e fiscale mettendo in agenda un impegno concreto nei pagamenti delle imposte sulle attivita’ economiche che producono reddito da parte della curia .in questo modo contribuira’ a risollevare i cittadini ferraresi dalla prostrazione economica in cui si trovano e a dare credibilita’ alle attivita’ ecclesiastiche

  • Federico

    Certa gente sopporta i prelati solo quando tacciono e non disturbano la propria parte politica.
    Peccato che Mons. Negri non sia il tipo da tacere per quieto vivere. Ha difeso i valori non negoziabili e i principi cattolici, ed è il minimo che ci si debba aspettare da un arcivescovo.
    Personalmente ringrazio il Signore per questa nomina e credo che possa fare molto bene a Ferrara.
    Sono indignato per un commento di questo tenore che trovo, oltretutto, poco laico.

  • Gino

    Qua ad indignarci siamo noi cattolici veri. Quando vediamo e sentiamo gente della nostra Chiesa spalleggiare e difendere politici (nel caso Berlusconi) che con la morale e l’etica cattolica non hanno nulla a che fare. 

  • http://suiconfini piero sterfani

    Non mi è chiaro se Andrea Vaccari attribuisse al mio intervento iniziale una qualità previsionale. Se così fosse non avrebbe centrato il bersaglio. In esso non c’è nessuna indicazione su quel piano: il centro del discorso sta nel secondo e nel terzo paragrafo. Non mi chiaro se Federico riferisse la sua indignazione al mio intervento iniziale che trova, oltrettutto, poco laico; in effetti – e rimando di nuovo al secondo e terzo paragrafo – si tratta di un intervento di un credente non clericale.

  • andrea rossi

    piero, da amici, perdonami: quando è che un cattolico diventa “clericale”? quando sostiene che un pastore si giudica dagli atti invece che dal “sentito dire”?

  • annaclara

    Hahaha questo vescovo difende l’operato pubblico di Berlusconi? Cioè NON AVERE UN PIANO DI GOVERNO, UN PIANO INDUSTRIALE, NON FARE NULLA IN AMBITO SOCIALE ED ECONOMICO E MANDARE UN PAESE A SCATAFASCIO? Ma che bravo… I casi sono due: o la chiesa è stata abbondantemente foraggiata da Berlusconi (cosa facilmente verificabile dato che i contributi alle scuole cattoliche non sono mai mancati) o il signor Negri per capire la politica deve ancora mangiare molti panini… quale sarà delle due? 

  • Federico

    I credenti non sono anticlericali. Un vescovo è un padre che va accolto e amato comunque.
    In questo caso poi non ha ancora messo piede a Ferrara.
    Vogliamo aspettare almeno un pochino prima di cominciare a criticarlo?

  • andrea rossi

    @annaclara: ma perchè non fa un bell’esposto alla magistratura? mi pare che sia a conoscenza di fatti ben chiari: corruzione, finanziamento illecito, concussione, ricatti, usura, riciclaggio…. denunzi tutto. mi raccomando…

  • http://suiconfini piero stefani

    Se dico che qualcosa non è bianco, può trattarsi anche di un grigio molto chiaro: non necessariamente è nero. Perciò essere non clericale non dovrebbe essere assunto come sinonimo di anticlericale. Ma non sono stato interpellato su questo. Andrea Rossi mi chiede quando un cattolico diventa clericale. Quando, sia egli chierico o laico, ritiene parte integrante della propria fede l’appartenenza a un gruppo – che non equivale a comunità ecclesiale – definito in modo identitario. Vale a dire quando ripete l’espressione «noi cattolici» per distinguersi o contrapporsi ad altri.

  • Andrea Vaccari

    No, no, Piero. Non intendevo attribuirti intenti previsionali. Ho colto bene che il centro del tuo intervento era sulla ambivalenza dei fatti e sulla legittimità dell’indignazione. Ma lo condivido al punto che dopo i primi post dove si evidenziava questo equilibrio e pacatezza del tuo modo di esporre, mi sembrava inutile ribadirlo. Sì, forse c’è stata una mia poca attenzione nell’introdurre i diversi possibili piani della risposta.
    Ma viste le prime reazioni giunte a mezzo facebook e dopo i primi scambi di vedute, volevo fare un passo avanti, mettendo in guardia dai rischi connessi con quanto avevo sentito: tentennamenti, incertezza nell’esprimere opinioni, reticenze perbeniste o critiche aperte, tutti atteggiamenti che vedevo legati dal tema comune del “non sapere come potrebbe andare” con Mons. Negri vescovo. Confermo dunque un’attesa fiduciosa e le valutazioni le farò quando si potranno fare. Sereno, poi, perché so che sopra la Chiesa c’è Qualcuno di fidato che vigila.

  • davide 21

    L’atteggiamento favorevole a Berlusconi e quindi a tutta l’antropologia da lui inoculata e diffusa nel paese con potenti media di ogni tipo è stata propria di quasi tutta la chiesa o meglio della gerarchia ecclesiastica, sotto la voce, usata da storici – nonchè editorialista del Corsera – del calibro di Alberto Melloni sotto il termine “ruinismo”, dal nome del maggioe epigono di questo indirizzo, l’ineffabile card. Camillo Ruini. CL è stata un’altra colonna di quella imbarazzante, maleodorante stagione. E’ troppo comodo invocare la distinzione fra la millenaria vicenda spirituale della chiesa e gli episodi di miserie temporali di tanti cristiani, vescovi compresi. Alcuni , però, non sono stati complici, a cominciare dal citato Melloni, a Famiglia Cristiana, a don Ciotti, a numerose comunità di base e singoli credenti. Il vescovo Negri dovrà essere giudicato dagli atti concreti, nonostante il biglietto da visita non incoraggiante di simpatie per CL.

  • annaclara

    @ Andrea rossi: scusi ci vede doppio? Dove ha letto  corruzione, finanziamento illecito, concussione, ricatti, usura, riciclaggio? È ampiamente sufficiente dire che il governo Berlusconi era incompetente […] (questo non può negarlo) e che la chiesa gli è con ogni evidenza andata dietro trascinando con sé il paese… O a casa sua va tutto bene, gli uccellini cinguettano e fioriscono i dobloni sotto l’albero?

  • mozark

    Insomma, un emulo di Fisichella (il cardinale secondo cui le festicciole con minorenni e bunga bunga andavano “contestualizzate”, ricordate?). O viceversa.
    No, grazie: per me gli uomini di fede (non emilio, ovviamente) sono un’altra cosa.

  • Et disperde illos

    E io povero, che credevo la Rivoluzione Sessuale fosse roba ganza e di sinistra!
    Svegliatevi, compagni: la morale di Berlusconi è figlia di quella di Sartre della Yourcenar di Marcuse.

    E svegliatevi anche voi altri cattolici: di un politico non si giudica la vita privata, ma la vita pubblica (la storiellina delle pubbliche virtù e privati vizi).

    Anche l’eresiarca Martin Lutero lo disse: è meglio che governi un turco abile, piuttosto che un cristiano “imbalzato”.

    Per il resto, viva le scuole private, sinonimo di libertà contro l’omologazione (volta a volta giacobina, risorgimentale, mussoliniana, kommunista… queste le glorie della scuola pubblica).

  • Francesco Fersini

    Signor Stefani Lei si é ben guardato però dall’offrire ai lettori il testo intero dell’articolo. Naturalmente perché così le é comodo interpretare e distorcere. Allora ci penso io. Ecco il link: http://www.tempi.it/caso-ruby-mons-luigi-negri-mai-vista-una-magistratura-cosi-prepotente-e-i-cattolici-evitino-di-c#.UL0raoaniqg
    Basta leggere per capire che Mons. Negri ha semplicemente detto che i cattolici devono evitare di contribuire al clima d’odio che élite intellettuali, politiche, giornalistiche ed affaristiche hanno portato nel Paese. Secondo lei questo non é cristiano. Basta ricordarsi le manifestazioni degli indignados in tutta Europa l’anno passato (si pensi solo a Roma nel novembre 2011) per comprendere che l’indignazione non può essere una risposta. Ha detto che un politico va valutato per l’impegno nel perseguimento del bene comune e non se va dietro alle donne (lo diceva anche il laicissimo Benedetto Croce). Il punto é che adesso ci sono dei laici che sono molto più bigotti

  • Francesco Fersini

    di taluni preti e spesso non perché son odei puri di cuore ma perché é comodo puntare l’indice dai nuovi pulpiti (le cattedre, i giornali, le televisioni, le piazze, i banchi del tribunale) contro il proprio prossimo.
    Però Lei dimentica, signor Stefani, ed ha omesso di citare alcune questioni che in questa sede sono confacenti riguardo al rapporto Cristinesimo ed indignazione:
    1) Gesù disse tre frasi che tutti noi dovremmo ricordarci più spesso e cioé: “chi é senza peccato scagli la prima pietra”, “non guardare la pagliuzza nell’occhio del tuo prossimo senza aver tolto la trave che é nel tuo” e “non giudicate perché da come giudicate sarete giudicati”

    2) Gesù fu ucciso, di fatto, dai farisei e cioé proprio dai moralisti dall’indignazione facile.

    Ecco perché il Vescovo Luigi Negri ha ragione da vendere quando afferma che l’indignazione non é un atteggiamento cristiano!!!

  • http://suiconfini piero sterfani

    Il lungo intervento di Francesco Fersini è basato sul presupposto, errato, che abbia espresso un giudizio personale su mons. Luigi Negri. Se si rileggono, sine ira, le mie righe iniziali si vedrà che così non è. Ho solo discusso l’espressione secondo la quale indignarsi non è un atteggiamento cristiano. Ritengo lecito che in proposito si possano avere opinioni diverse da quella espressa da mons. Negri. Il fatto di personalizzare ogni discorso è una tipica distorsione dei nostri tempi da cui è indispensabile emanciparsi.

  • andrea rossi

    @piero stefani: credo di aver capito di essere clericale. anche perchè il fattore identitario, nel momento in cui si tratta non di vivere in una società in cui i valori dominanti non sono più ispirati al cristianesimo, diventa una sorta di collante. senza questo siamo davvero pecore senza pastore e – a occhio – in mezzo ai lupi. conseguentemente, almeno per quanto mi riguarda, non riesco a trovare alternativa ad essere clericale. mi piace poter dire se non “noi cattolici”, “io cattolico” sapendo di non dire ipocrisie, perchè aderisco al magistero. sarà una magra soddisfazione, ma almeno spero di rendere buona testimonianza.

  • Fiorenzo Baratelli

    Segnalo al signor Francesco Fersini l’ultimo libro di Piero Stefani “Gesù. Un nome che ci accompagna da duemila anni” Il Mulino (nelle librerie proprio in questi giorni). Ovviamente, da leggere per intero come si fa con gli articoli……..

  • Francesco Fersini

    Signor Stefani Lei ha il difetto di non leggere (o almeno di non leggere attentamente) oppure quello di voler dare una rappresentazione falsa di fatti e parole. Lei mi deve dire dove nel mio intervento sta scritto che lei abbia espresso un giudizio personale sul nuovo Vescovo. Tutto l’intervento riporta il pensiero di Luigi Negri espresso nell’articolo che Lei ha citato con mie considerazioni personali non necessariamente riferite a Lei (ma il fatto che Lei si sia sentito chiamato in causa fa riflettere) circa la veridicità tra le affermazioni di Mons. Negri e la civilità e la cultura cattolica rispetto all’indignazione.
    Quindi a voler personalizzare ogni discorso ( “tipica distorsione dei nostri tempi da cui è indispensabile emanciparsi”) é Lei!!!

  • alessandro

    quanto inutile bla bla…….lei ha detto, lei suppone, lei controsuppone XD

  • WirSindDieTurkenVonMorgen

    L’indignazione dovrebbe averla la Lega, ma a Ferrara non vale proprio niente! ci vorrebbe Borghezio, un vescovo con un cognome così mai…???!!! http://www.youtube.com/watch?v=QxZo5ASzvVk

  • beppe

    Una precisazione sull’attributo “clericale”. Come tutti i termini possono mutare di significato con il cambiare dei riferimenti storici.Sarebbe forse opportuno tener presente anche il significato che ha preso in relazione alla rivalutazione del laicato nel Vaticano II: “clericale” in questo caso non e’ da contrapporre ad anticlericale, ma indica chi non riconosce sufficientemente il ruolo dei laici nella Chiesa e pertanto continua ad attribuire alla gerarchia (e piu’ in genere al clero) funzioni che non le spettano. Purtroppo non c’e’ di fatto ne’ chiarezza, ne’ dibattito sull’argomento, che tocca molto della vita quotidiana della Chiesa,

  • DAVE

    Che uno come Negri faccia certe affermazioni non mi stupisce, data la sua nota volgarità e aggiungerei ignoranza. Gli consiglierei di andarsi a fare un corso accelerato di Sacra Scrittura.
    Ma forse a gente come lui la Bibbia non interessa.

  • Anders

    per DAVE – 21 gennaio 2013 – 14:20

    Perché non prova a riposarsi un po’. E solo dopo veda di andare a studiarsi gli scritti del Vescovo Luigi Negri. Vede, si può non essere d’accordo, ma insultare con epiteti di “volgarità” e “ignoranza” il vescovo Negri – da parte sua, evidenzia un limitato livello di veglia ed un chiaro disorientamento. Più che un sonno della capacità di giudizio e della ragione è quasi un coma.

  • sindar

    Citare C.S. Lewis in questo modo non è solo idiota è ignoranza degenerata a stile di vita.
    Tra l’altro lewis era protestante. Come diavolo si può pensare che credesse all’eucarestia come i Cattolici? Ah già dimenticavo… le ricerche su Google.
    Leggere il libro e accendere il cervello please

  • Roberto Bonsi

    Da ferrarese “purosangue” da tempo migrato in una grande città del Nord, in virtù del mio mestiere parallelo a quello di chi mi ospita, ho avuta l’opportunità di intervistare l’On. Andreotti. Erano gli anni’80 e collaboravo con assiduità con un importante quotidiano nazionale di stampo cattolico. La prima volta lo incontrai all’interno di una libreria, dove aveva appena presentato il suo libro di allora: “Onorevole stia zitto”, qualche mese dopo lo incontrai sempre per un’intervista che si svolse all’aperto, in una piazza del centro. Lo ricordo: cortese, arguto e e disponibile, ed ora che ha intrapreso il suo “viaggio dell’anima” è giusto esser con luii nel pieno rispetto che si deve ad una persona defunta, saranno poi i posteri che ricucendo gli echi del passato traranno le considerazioni del caso, non di certo i libri di storia che sono sempre di parte e con i contenuti forzatamente all’osso. Non è il giudizio degli uomini quello che ora conta, ma solo quello dell'”Altissimo”.

  • klement

    Si ha sempre da indigrarsi contro le ingerenze della Chiesa, ma ai Vescovi non è permesso neppure il non-intervento. Il popolo urla in piazza, pontifica su Facebook condannando tutti al pollice verso, e vuole pure i Vescovi come portabandiera

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi