Politica
28 Novembre 2012
Ai Comuni del ferrarese chiesta una partecipazione per sopperire alla mancanza dei contributi della Provincia. L'obiettivo è di raggiungere i 18mila euro all'anno.

Maisto ottimista sul futuro dell’Isco

di Ruggero Veronese | 3 min

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Foto tratta dal profilo Facebook dell’Istituto di Storia Contemporanea

“Da parte di tutti Comuni c’è stato un apprezzamento per il lavoro di questi anni e per le iniziative fatte. Mi sento di poter dire che è stato un incontro molto utile”. C’è ottimismo nelle parole dell’assessore alla cultura Massimo Maisto al termine dell’incontro, a cui hanno partecipato i rappresentanti di vari Comuni del ferrarese, in cui si è discusso del futuro dell’Isco (Istituto di Storia Contemporanea). Una riunione divenuta necessaria dopo i tagli della spending review che hanno sollevato le Province dalle deleghe culturali, con la reazione dell’amministrazione comunale che in questi giorni proponeva (vai all’articolo) un vero e proprio “patto tra sindaci” per soccorrere lo storico ente culturale.

“Nella riunione di oggi – spiega Maisto – non bisognava trovare subito un accordo, ma illustrare il nostro progetto. Abbiamo spiegato l’idea di trasformare l’istituto in un’associazione di persone fisiche e Comuni, e che ci piacerebbe che questi vi partecipassero, visto che l’istituto fa attività sull’intero territorio provinciale, anche con l’aiuto di decine di insegnanti che organizzano laboratori nelle scuole”. Alle piccole amministrazioni viene chiesto in pratica di sostituirsi a quello che prima era il contributo della Provincia, “per non disperdere il lavoro fatto in questi anni, che ha portato l’Isco di Ferrara ad avere una risonanza molto ampia, con collaborazioni e progetti anche al di fuori dei confini nazionali”.

Le cifre di cui si parla hanno numeri ben precisi: fino a oggi Comune e Provincia di Ferrara si sono spartiti in parti uguali i contributi per i progetti, per un totale di 36mila euro all’anno. L’obiettivo, spiega l’assessore, “è quello di formare uno zoccolo duro di Comuni che possano compensare alla mancanza della Provincia, ognuno con la quota che potrà spendere. Non chiediamo un impegno specifico, ma l’importante è che anno per anno si riescano a raccogliere abbastanza risorse per mantenere attivo l’ente”. Pur non sbilanciandosi troppo Maisto assicura che “un interessamento da parte di vari Comuni c’è stato, anche se fino ai primi mesi del 2013 non potremo dare l’ufficialità della loro partecipazione. Per il momento noi garantiamo la continuità della nostra quota, con una delibera che verrà presentata martedì in Consiglio in cui verrà cambiata la forma giuridica dell’ente da istituto ad associazione, e ufficializzata la partecipazione del Comune di Ferrara”.

L’assessore non fa ancora i nomi delle amministrazioni che potrebbero contribuire, ma lascia intendere che “chiaramente chi non è venuto oggi dimostra meno interesse, almeno per ora. Posso dire che tra i presenti c’erano i rappresentanti, tra sindaci e assessori, di Comacchio, Copparo, Ro, Vigarano, Poggio Renatico e Massafiscaglia, e che erano assenti giustificati ma interessati Portomaggiore, Argenta, Berra e Ostellato. La maggior parte di questi Comuni ha apprezzato molto il nostro progetto”.

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