Cronaca
16 Novembre 2012
Nel corteo dell'Uds la partecipazione di tutte le scuole superiori ferraresi, ma il messaggio è rivolto all'intera società: "siamo tutti senza futuro"

Duemila studenti in piazza contro i tagli

di Ruggero Veronese | 3 min

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Duemila studenti a protestare per le strade di Ferrara, contro i tagli alla scuola e la riforma del ministro Profumo. Sta prendendo sempre più piede la protesta che cova da settimane all’interno delle scuole superiori, dalle prime avvisaglie, con uno piccolo gruppo di rappresentanti dell’Unione degli Studenti (Uds) impegnati in un flash mob in piazza Municipale il 12 ottobre, fino alla tentata occupazione del liceo Ariosto il 6 novembre. Oggi il nuovo capitolo, con l’Uds che, dopo aver chiesto il permesso in questura per organizzare il corteo, riesce a radunare 2000 studenti che sfilano da piazzale Dante a piazza Castello, passando per piazza Ariostea e corso Giovecca. Al loro fianco il Laboratorio Sancho Panza, che mette a disposizione i mezzi per organizzare il dibattito finale e accompagna con la musica tutta la sfilata, ma anche la Flc – Cgil con il segretario provinciale Fausto Chiarioni a osservare il dibattito degli studenti.

I ragazzi cominciano la marcia alle nove di mattina per arrivare in centro attorno alle undici e mezza. C’è una dispersione lungo la strada ma secondo la questura sono ancora circa 1500 quelli che arrivano di fronte al Castello, mostrando striscioni che lasciano pochi dubbi sull’operato dell’attuale governo:  “cogito ergo protesto”, “ma non i nostri sogni”, ma anche  “don’t be choosy, choose to fight”, parafrasando le parole della Fornero, o il più esplicito “Profumo di m…”. E le parole pronunciate al megafono vogliono dare alla manifestazione una dimensione molto più ampia di quella semplicemente studentesca: “che sia ben chiaro che questa non è solo una protesta degli studenti, perché siamo tutti sotto alle stesse misure di austerità. La nostra è anche la protesta di tutti i precari, i disoccupati, i pensionati, gli stranieri e di tutti quelli che vengono schiacciati dall’operato di questo governo”. O anche: “ora più che mai siamo tutti uniti, studenti e lavoratori, con i ragazzi che vengono presi a manganellate durante le proteste pacifiche e gli operai in cassa integrazione: siamo tutti senza futuro”.

Una volta arrivati in piazza Castello i manifestanti si radunano in assemblea, e a turno molti ragazzi vanno a parlare al microfono. Come nel caso dell’occupazione del liceo, il supporto alla protesta è quasi unanime, ma i dubbi riguardano le modalità. La Consulta degli studenti, l’organo elettivo di rappresentanza delle scuole superiori, è presente ma non ha partecipato all’organizzazione, “perché stiamo cercando di organizzare le iniziative tutti insieme, – spiega la presidente Silvia Bighi – senza dare un indirizzo politico alla protesta. L’Uds è un sindacato con un indirizzo ben preciso, ma secondo noi bisogna rappresentare e coinvolgere nella discussione tutti gli studenti, e per questo stiamo organizzando delle giornate di autogestione negli istituti in cui si parlerà della riforma, e ogni scuola produrrà un documento in cui spiega qual è la sua posizione. Siamo tutti a favore dei ragazzi che sono qui oggi, anche perchè se passassero i nuovi provvedimenti una delle prime cose a venir abolita sarebbe proprio la rappresentanza degli studenti tramite la Consulta e i rappresentanti di istituto”.

Intanto la mobilitazione si sta spostando anche verso Argenta, dove, spiega il rappresentante della consulta locale Marco Gerardi, “oggi al liceo c’è stata un’assemblea d’istituto a titolo informativo per spiegare i contenuti del ddl 953 e i provvedimenti per la scuola. Bisogna capire la posizione degli studenti di Argenta, e se c’è un interesse organizzeremo un’autogestione entro fine novembre”. A Ferrara invece l’appuntamento è già fissato a domattina, con scuole superiori e universitari insieme nella Giornata dello Studente in un corteo che arriverà fino a piazza Municipale.

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