ven 18 Mag 2012 - 4389 visite
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Teatro Nuovo ‘spogliato’: “Ferita inferta alla città”

La vecchia proprietà ha consegnato la struttura dopo averla svuotata di ogni cosa. Pulvirenti: "Danni ingenti, ma riapriremo a ottobre"

“Per la quantificazione dei danni verrà un perito del tribunale, ma non credo si tratta di poche decine di migliaia di euro”. L’amministratore unico Francesco Pulvirenti della società Teatro Nuovo srl, la nuova proprietà che ha preso possesso del contenitore di piazza Trento Trieste con un’azione di sfratto a cui è stata data esecuzione ieri, è desolato. Delle condizioni in cui versa la struttura ci si rende appena conto percorrendo la galleria che dalla piazza conduce al portone d’ingresso: i vetri di alcune teche che contenevano le locandine degli spettacoli sono scomparse, oltre a tutte le le applique dell’illuminazione del soffitto. Ma è solo l’assaggio, perché quando Pulvirenti, assieme al suo avvocato Nicola Forti e ai soci titolari della società, Giovanni Di Matteo e Lorenzo Bovinelli, consentono l’ingresso alla stampa in teatro, la desolazione prende forma nel suo aspetto più doloroso.

All’interno non c’è più nulla. Il bancone del bar è stato sradicato , così come gran parte dei sanitari dei bagni, ma soprattutto, platea e gallerie sono solo lo scheletro di quello che fino a pochi giorni fa poteva chiamarsi tale. La vecchia proprietà si è portato via praticamente tutto: non ci sono più le 816 poltrone e le attrezzature del palcoscenico, oltre ai lampadari e ai tendaggi, “le uniche cose che appartenevano davvero alla vecchia proprietà”, ovvero alla Garibaldi srl di cui è amministratore unico Giovanni Fava, che da tempo gestiva in maniere “problematica” anche la programmazione artistica caratterizzata da numerosi annullamenti di spettacoli. Il fatto è che Fava, secondo quanto riferiscono Pulvirenti e il suo legale, oltre a portarsi via ciò che gli spettava ha lasciato parecchi danni, come le foto scattate sul posto oggi pomeriggio sembrano documentare ampiamente, avrebbe fatto ben altro: danni ai pavimenti, moquette delle pareti della prima galleria strappate, applique originali del teatro rimosse, come rimosso, maldestramente, è anche uno dei corrimano in legno del parapetto della prima galleria. E vi sarebbero anche diversi cavi elettrici tagliati. Il tutto in appena tre-quattro giorni, dato che l’ultimo spettacolo al Nuovo è stato sabato scorso”Qui – spiega l’avvocato Forti – si prefigura il reato di danneggiamento aggravato, che è perseguibile d’ufficio. la società comunque si riserva di valutare l’entità dei danni e di agire nelle sedi opportune”.

Come racconta Pulvirenti, il teatro Nuovo è andato all’asta ed è stato acquisito nel novembre 2011 dalla nuova società, nella quale, fra l’altro, figura anche la moglie di Giovanni Fava, la signora Carla Vendemmiati. “In precedenza – dice Pulvirenti – nella vecchia società c’ero anch’io. Gli accordi erano che avrei dovuto gestire la programmazione del teatro, ma le cose hanno di fatto preso una piega diversa, con Fava che aveva iniziato a contattare compagnie. Mi sono tirato fuori a ottobre. Aspettavo che si rendesse conto che gestire un teatro non è cosa facile, e la riprova sono i tanti spettacoli cancellati durante la stagione”. Nel frattempo la nuova società, di cui Pulvirenti è amministratore, acquisisce all’asta il teatro, ma Fava non vuole saperne di andarsene. “Aveva l’accesso esclusivo con le chiavi – riferisce Pulvirenti – e non ci consentiva l’ingresso”. Così si è arrivati  alla giornata di ieri, quando la nuova proprietà ha dovuto presentarsi con l’ufficiale giudiziario. Ma quando Fava ha aperto il teatro per consegnarlo agli aventi diritto, i proprietari sono rimasti a bocca aperta.”Ora comunque – aggiunge Pulvirenti – faremo i necessari lavori per rendere di nuovo agibile la struttura. Su questo non c’è dubbio. A settembre la inaugureremo e a ottobre la stagione potrà partire”

Lo ‘spettacolo’ desolante del Nuovo ha lasciato sconcertato anche l’assessore comunale alla Cultura, il vicesindaco Massimo Maisto, presente oggi alla conferenza stampa indetta per mostrare sul posto le condizioni del Teatro Nuovo. “La mia solidarietà ai nuovi proprietari – ha detto – che spero riescano a superare lo shock e ridare alla città un contenitore di cui c’è grande bisogno. A loro dico di tenere duro. Credo che la vecchia proprietà avrebbe potuto portare via le proprie cose evitando di ridurre il teatro in tali condizioni. E’ una ferita inferta alla città”.

Si sente assolutamente tranquillo, invece, lo stesso Giovanni Fava. Da noi contattato telefonicamente, ha dichiarato di essersi portato via solo ciò che gli spettava, senza danno alcuno per la struttura: “Mancano arredi e corredi – ha dichiarato – perché vanno all’asta solo i muri di un immobile, non gli arredamenti, i tendaggi o le attrezzature. E io quello ho portato via. Sul fatto che intendano procedere per vie legali non so che dire, è una loro decisione”.

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