Cronaca
5 Maggio 2012
Il questore Mauriello annuncia interventi nella zona dopo l'omicidio affinché 'i ferraresi possano riappropriarsi della città'

‘Nel sottomura la risposta sarà forte e decisa’

di Mauro Alvoni | 2 min

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“Fin quando ci saremo noi, a Ferrara non ci sarà nessuna faida”. L’intervento perentorio del questore Luigi Mauriello ha l’intento di tranquillizzare la cittadinanza, impaurita da un fatto di sangue che, per le modalità con cui è avvenuto l’omicidio di Tarek Hamad nel sottomura, sembra far pensare a bande in lotta e a guerra fra etnie. La gente comincia a interrogarsi e chiedersi se davvero è finita o ci si dovrà aspettare una vendetta da parte dei suoi connazionali di Tarek. Niente di tutto ciò, fanno sapere dalla questura, anche perché nella zona del sottomura della città “ci sarà una risposta forte da parte della polizia”. E’ stata una “spedizione punitiva finita male”, quindi non una faida tra etnie, fa sapere il questore.

“In breve tempo si sono individuati due presunti responsabili e ritengo sia un ottimo risultato – spiega il questore – anche se con questo non voglio dire che sia tutto a posto e che si puossa stare sereni, semplicemente non esagererei con gli allarmismi. Sappiamo chi andare a prendere e chi manca all’appello. Presto con le istituzioni faremo anche il punto sulle strategie da adottare affinché nella zona del sottomura, e non solo, i cittadini possano sentire di essersi riappropriati della città”.

Si ragionerà sulla sicurezza passiva, ovvero sulla possibilità di installare telecamere, e di rendere l’accesso al sottomura da parte delle volanti e dei mezzi delle altre forze dell’ordine più agevole, “dato che negli ultimi tempi a causa di lavori in corso lo spazio di accesso si è ristretto”. “Dieci chilometri di mura – aggiunge il questore – sono difficili da trovare in altre città e difficili da controllare, ma si lavorerà anche su questo”.

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