Cronaca
11 Aprile 2012
Gli assessori all'ambiente Bellini e Zadro esprimono fiducia nella magistratura e ricordano il ruolo dei dispositivi

Processo Basell-Yara: ‘Le torce sono sistemi di sicurezza’

di Mauro Alvoni | 3 min

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Comune e Provincia sono in attesa di capire cosa emergerà dal processo che vedrà in tribunale sei manager del polo chimico, di Basell e Yara, che dovranno rispondere di emissioni non autorizzate in atmosfera e di emissioni pericolose dalle torce delle rispettive aziende. Un’attesa fiduciosa rispetto al lavoro della magistratura, ma che nello stesso tempo, per la gravità delle accuse, desta una certa preoccupazione fra gli enti che hanno il compito di tutelare la salute dei cittadini amministrati. I rispettivi assessori all’ambiente non sottovalutano la questione, ma sembrano non avere dubbi sull’efficacia delle azioni di controllo operate dagli enti preposti rispetto alle emissioni in atmosfera. O quasi.

L’assessore provinciale all’Ambiente, Giorgio Bellini, riferisce che nel corso degli anni il compito della Provincia è quello di prendere atto delle comunicazioni delle aziende, obbligatorie, sull’accensione delle torce e sulle tipologie di sostanze che vengono bruciate. “Le imprese del petrolchimico, in questo caso Basell e Yara – spiega l’assessore – sono obbligate a dichiarare la tipologia dei gas combusti, che secondo quanto riferiscono i tecnici, sono sostanze a combustione totale. Le torce non hanno sensori per il monitoraggio in continuo, per cui il controllo da parte nostra può avvenire attraverso quelle che sono le ricadute nell’aria che respiriamo, attraverso le centraline che registrano la presenza di sostanze inquinanti e pericolose per la salute. La materia è ampia e meriterebbe una lunga trattazione, ma se le centraline non rilevano la presenza di alcune sostanze presenti nell’aria che molti giudicano pericolose, si tratta di un problema che riguarda in prima battuta il legislatore, al quale spetterebbe il compito di porvi rimedio”. Le torce sono sistemi di sicurezza, tiene a precisare Bellini, “ed è per questo che sono state dissequestrate dopo il sequestro cautelativo di qualche tempo fa, proprio perché hanno una funzione fondamentale in questo senso”. Che vi sia stato un abuso rispetto al loro utilizzo, dunque, è un aspetto che dovrà chiarire la magistratura.

Ne è convinta anche l’assessore all’Ambiente del Comune di Ferrara, Rossella Zadro, la quale riferisce che le torce Yara e Basell sono torce di processo “che entrano in funzione quando l’impianto viene spento o acceso, come strumento di sicurezza”. “L’anno scorso – commenta la Zadro – il sequestro delle torce era legato al fatto che il Ministero non aveva ancora approvato l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale, ndr), poi approvata tra l’altro con le stesse indicazioni fornite dall’azienda. Sulla loro funzione di strumento tecnologico di sicurezza possiamo dirci sereni e tranquilli. Penso ad esempio alla loro entrata in funzione quando si è verificata l’emergenza neve, a causa delle disposizioni che hanno fatto interrompere i rifornimenti di metano per privilegiare la popolazione: quando gli impianti si sono dovuti fermare, le torce sono partite. Dobbiamo anche pensare che quando entrano in funzione le torce, per le aziende si tratta di centinaia di migliaia di euro che se ne vanno in fumo, quindi di certo non si divertono a farle funzionare”.

Sull’efficacia dei controlli l’assessore Zadro non ha dubbi: “Le aziende sono obbligate all’autocontrollo, ma la stessa Arpa compie controlli molto severi e in base a prescrizioni precise. Le imprese, insomma, sono presidiate. E si tratta di aziende serie, che investono in tecnologia. Oggi mi preoccupano maggiormente le piccole imprese che hanno meno capacità di investimento e fanno più fatica ad adeguarsi alle norme”.

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