Porto Garibaldi. Un’alleanza ‘particolare’ quella scelta dal Partito Democratico a Comacchio a sostegno del candidato sindaco de L’Onda, Alessandro Pierotti. Ne è consapevole anche Enrico Letta, il vice segretario nazionale del Pd a Porto Garibaldi come ospite d’onore alla presentazione ufficiale dei sedici candidati alle amministrative del 6 e 7 maggio. Inevitabile la domanda sull’alleato Udc Terzo Polo per Comacchio, quel Terzo Polo in cui figura anche Futuro e Libertà, presenza che ha fatto storcere il naso a qualcuno. E inevitabile anche la precisazione del segretario provinciale Pd Paolo Calvano, prima della risposta di Letta: “Puntualizziamo – spiega Calvano – che noi siamo alleati con l’Udc, non con il Terzo Polo”.
Una precisazione che Letta recepisce, ma che sembra non condizionare di una virgola quelle che saranno le sue considerazioni – riferite a margine ai giornalisti e ripetute pubblicamente alla presentazione dei candidati – sul “caso Comacchio”. “La particolarità del laboratorio politico di Comacchio – spiega – è legata al fallimento della precedente amministrazione. Il nostro atteggiamento oggi, ancora più di prima, è quello del rispetto e dell’investimento sui territori, dando quindi loro ampia autonomia sulla scelta delle alleanze e, nel caso comacchiese, sulle valutazioni che si sono fatte per uscire da questo stato di crisi. E’ chiaro che il fallimento del governo di centrodestra, qui a Comacchio, ha condizionato fortemente tutta la vicenda ed era necessario pensare al migliore assetto per i cittadini comacchiesi senza applicare o replicare schemi nazionali”.
“Credo che alla fine la scelta compiuta – commenta Letta – sia politicamente intelligente e che i comacchiesi comprenderanno. Una scelta di responsabilità per il territorio. Vedremo poi come andrà questa collaborazxione con le forze alleate e se potrà avere un senso anche altrove”.
Riflessioni, queste ultime, che hanno portato il vice segretario del Pd alle vicende del Paese. “Le elezioni del 6 maggio a Comacchio – aggiunge infatti Letta – lanceranno anche importanti messaggi a livello nazionale. Qui sperimentiamo alleanze con forze che, come noi, sostengono il governo Monti e gli sforzi per fare uscire l’Italia dalla crisi. Possiamo dire oggi di essere al riparo da ogni pericolo? La risposta è no. Le difficoltà di Spagna e Portogallo ci fanno ricordare che l’Italia è stata a un passo dalla situazione verificatasi in Grecia e perché si possa evitare di nuovo questa spirale c’è bisogno dell’impegno di tutti”. E il Pd, ha ricordato, è il partito che vuole che all’impegno facciano riscontro i risultati, “perché l’impegno deve significare efficenza e nello stesso tempo garantire equità”.
E a proposito di equità, Enrico Letta è convinto che la riforma del lavoro e in particolare la riforma dell’articolo 18 possa essere modificata dal Parlamento, “soprattutto per quanto riguarda la terza fattispecie di licenziamenti dovuti a ragioni economiche, rispetto alla quale bisogna dare più poteri al giudice, e sono fiducioso sul fatto che le modifiche si possano fare”.
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