Lettere al Direttore
26 Settembre 2011

Lampedusa: un fallimento che pagano i cittadini

di Mauro Alvoni | 2 min

La protesta messa in atto da un gruppo di immigrati tunisini nei pressi del porto vecchio di Lampedusa è degenerata. Il sindaco stesso teme possa scapparci il morto e la popolazione civile è insorta, esasperata dalle condizioni con cui è costretta a convivere da anni. Le problematiche di cui stiamo parlando possono essere sintetizzate nella parola immigrazione.

Il piccolo esercito di 55 000 persone che sono transitate per l’isola e la condotta violenta e aggressiva dell’ultimo gruppo di 1500 tunisi hanno scatenato la rivolta in una popolazione ormai al limite della sopportazione. Prima che gruppi politici parlino con eccessiva facilità demagogica di ciò che è successo, come le parole qualunquiste e banalizzanti della Lega o l’accusa di razzismo e ingiustizie nei confronti dei tunisi da parte dell’opposizione, noi di Giovane Italia Ferrara vorremmo ribadire la nostra posizione assunta già un anno fa.

I fatti riportano un atteggiamento aggressivo da parte di persone ospitate dallo Stato Italiano a sue spese. Il nostro Paese ha procurato loro un tetto sopra la testa, un letto, cure mediche essenziali e 3 pasti al giorno. Tuttavia sono mesi che continuiamo a sentire ripetere di scontri, sommosse e tensione sociale sull’isola. Ma qual’è l’origine del malessere? Forse la politica per l’immigrazione italiana è stata troppo superficiale nei confronti di queste persone, senza tenere conto del fatto che l’Italia spesso è solo un trampolino per la Francia e che dal punto di vista di un migrante va solo sfruttata il più possibile prima di abbandonarla. Il vero obiettivo dovrebbe essere l’impedire lo sbarco sul suolo italiano da parte di questi disperati. Un paese civile non può assistere alla devastazione di un suo comune e alla disperazione dei suoi cittadini senza fare nulla per intervenire strutturalmente.

E’ per questo che l’Italia deve alzare la sua voce nel Parlamento Europeo, per ricevere il giusto aiuto al fine di contenere un problema che abbraccia l’intero continente! Noi non siamo il ghetto d’europa e non vogliamo diventarlo! A questo fine saremo presenti ogni sabato pomeriggio nelle piazze, davanti alle scuole e alle università, per fare capire che questa comunità di giovani di destra dice no alla falsa integrazione e all’ipocrisia di certi gruppi politici!

Alessandro Balboni –  Coordinatore Comunale Giovane Italia Ferrara

Paolo Spath – Presidente Provinciale Giovane Italia Ferrara

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