Rapina a mano armata a San Giorgio
Una rapina a mano armata intorno alle 18.30 del 2 febbraio alla tabaccheria "Elena" in via Ravenna. A compierla un uomo a viso scoperto che ha minacciato la titolare con un arma per farsi consegnare l'incasso
Una rapina a mano armata intorno alle 18.30 del 2 febbraio alla tabaccheria "Elena" in via Ravenna. A compierla un uomo a viso scoperto che ha minacciato la titolare con un arma per farsi consegnare l'incasso
La trasmissione Mediaset a Lagosanto per l'inchiesta al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita del Delta. Il responsabile dell'Unità Operativa Complessa sceglie il silenzio
Non le manda a dire Cristian Bertarelli, sindaco di Lagosanto, commentando il servizio televisivo de Le Iene, andato in onda su Italia Uno durante la serata di domenica 1° febbraio, relativamente all'inchiesta giudiziaria sul Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell'ospedale del Delta
Avrebbe approfittato della collega in orario di lavoro, costringendola a subire toccate e palpeggiamenti, nonostante il rifiuto della giovane. È la contestazione che la Procura di Ferrara avanza nei confronti di un uomo di 59 anni, oggi accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti della propria compagna di turno, una ragazza di 30 anni
Quanto sta avvenendo in questi giorni in varie parti del Paese e anche in Emilia-Romagna, non solo rappresenta una preoccupante deriva ma viola i principi democratici, alimenta un’evidente caccia alle streghe
Si potrebbe parlare di uno scontro ‘epico’, se non fosse che alla fine Pd e Pdl si sono ritrovati su posizioni distanti ma non troppo. Ma è all’interno del Pdl che si consuma la vera spaccatura, tra il capogruppo Giorgio Dragotto da una parte, e i consiglieri Luca Cimarelli e Federico Saini dall’altra. Sulle aperture domenicali la divisione di lavoratori e sindacati si è insomma solo in parte trasferita al consiglio comunale, che ieri ha avviato una discussione con procedura d’urgenza (sollecitata dalla presenza dei manifestanti della Filcams-Cgil in sciopero e da quelli di Cisl e Uil favorevoli alle aperture) su una questione sempre più delicata, divenuta determinante anche per l’equilibrio delle forze politiche in campo.
E’ una sorta di fiducia sull’operato di sindaco e giunta, infatti, l’ordine del giorno presentato dal Pd per bocca del segretario comunale Simone Merli per ribadire il “pieno sostegno politico e istituzionale” alla scelta compiuta “per rilanciare il tessuto economico e sociale della nostra comunità”. Un odg poi approvato al termine di un lungo dibattito (e con cartelli d’approvazione da parte del pubblico dei lavoratori Cisl e Uil presenti in aula), così come l’altro ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare del Pdl, a firma di Giorgio Dragotto, che impegna la giunta ad affiancare alla delibera delle aperture domenicali anche “un tangibile e misurabile impegno alla partecipazione a investimenti di interesse generale, quali l’arredo urbano del centro storico, l’illuminazione pubblica, l’arredo di aree verdi ad uso ricreativo […]” e ad avviare “una discussione approfondita sulle misure straordinarie da adottare per il contrasto della crisi economica”. Anche il Pdl, dunque, sembra non essere intenzionata a contrastare la delibera in sé, quanto a porre dei paletti e degli specifici ‘supplementi d’impegno’ per contrastare la crisi.
“L’aspetto fondamentale – ha sostenuto Simone Merli – è quello della sperimentazione di un anno delle aperture, volta a creare maggiore occupazione. Tra un anno, come previsto nel protocollo, se grazie alle domeniche aggiuntive si saranno creati almeno 50 nuovi posti di lavoro, allora potremo confermare la scelta, diversamente si potrà tornare indietro studiando alternative”. L’accordo con le parti sociali e commerciali sulla sperimentazione, come ricordato dall’assessore Deanna Marescotti e in seguito anche dal sindaco Tagliani, è stato raggiunto dopo un percorso di un anno e mezzo di concertazione che ha portato ad una condivisione d’intenti, prima dello ‘strappo’ della Cgil. Anche Futuro e Libertà (di cui da ieri fa parte il consigliere Francesco Rendine) ha fatto sapere in consiglio di essere favorevole all’incremento delle aperture, mentre Irene Bregola (Prc-Pdci) ha presentato una risoluzione in cui si chiede di “rivedere il contenuto della sperimentazione e il conseguente protocollo che ne recepisce le indicazioni”.
In casa Pdl, come anticipato, la spaccatura è tutta interna. Dopo la presentazione dell’ordine del giorno da parte del capogruppo Giorgio Dragotto ecco infatti arrivare la risposta di Cimarelli e Saini, fedeli alla linea del coordinatore provinciale Balboni, che presentano una risoluzione in cui si chiede a sindaco e giunta di rivedere le proprie scelte. “Questo accordo – spiegano i due consiglieri del Pdl – non è un passaggio di un progetto più ampio teso al rilancio dell’economia del territorio, ma solamente un beneficio ad alcuni comparti della grande distribuzione e non tiene per nulla conto delle esigenze del Centro Storico cittadino, vero cuore di Ferrara”. Inoltre “la reale ricaduta lavorativa di questo provvedimento è del tutto incerta e non tiene conto del possibile contraccolpo derivante dall’applicazione dello stesso”. Cimarelli e Saini hanno quindi spiegato il motivo per il quale non hanno sottoscritto il documento presentato da Dragotto: “Non ne condividiamo né il merito né il percorso che ha portato alla sua enunciazione in aula. Difatti è stato concepito senza che venisse affrontato un adeguato confronto all’interno del gruppo stesso. Avendolo presentato con urgenza si è preclusa la possibilità di intervenire su altri argomenti importanti”. “Siamo e continueremo ad essere sempre a disposizione – concludono i consiglieri – per un confronto vero anche deciso su quelle che potranno essere le prospettive e i progetti di sviluppo per un rilancio economico e occupazionale del nostro territorio”.
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