Cronaca
29 Agosto 2025
L’ucraino Kuznietsov trasferito all'Arginone dopo essere stato arrestato in vacanza a Rimini. Ora si attende la decisione sulla consegna alla Germania

Trasferito a Ferrara il sospetto sabotatore del Nord Stream

di Mauro Alvoni | 3 min

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È stato trasferito nel carcere di Ferrara per motivi di sicurezza Serhii Kuznietsov, 49 anni, cittadino ucraino accusato di aver preso parte al sabotaggio del gasdotto Nord Stream, fatto esplodere nel Mar Baltico il 26 settembre 2022. L’uomo era stato arrestato il 21 agosto scorso a Rimini, dove si trovava in vacanza con la moglie e i due figli minori. La prossima udienza davanti alla Corte d’appello di Bologna è fissata per il 3 settembre e dovrà decidere sull’eventuale consegna alla Germania, a cui Kuznietsov non ha acconsentito.

Il fermo è scattato alle prime luci dell’alba del 21 agosto. I carabinieri, appostati da ore a San Clemente, hanno atteso che l’uomo rientrasse nel bungalow preso in affitto con la famiglia. Dopo aver mostrato al gestore della struttura le foto diffuse dalle autorità tedesche, gli investigatori hanno avuto conferma dell’identità. Poco prima di mezzanotte è scattato il blitz: i militari hanno bussato alla porta e, senza trovare resistenza, hanno condotto l’ucraino in caserma per l’identificazione. Fotosegnalato e posto in custodia, è stato inizialmente condotto nel carcere di Rimini, per poi essere trasferito a Ferrara.

Secondo quanto emerso dalle indagini, Kuznietsov era arrivato in Riviera il 18 agosto, lo stesso giorno in cui la Corte federale di Karlsruhe aveva emesso nei suoi confronti un mandato di arresto europeo. L’uomo non aveva nascosto la sua identità: alla reception dell’agriturismo aveva fornito il suo vero documento, lo stesso indicato nel provvedimento tedesco. Un dettaglio che ha facilitato l’intervento dei carabinieri, scattato dopo la segnalazione del sistema “alloggiati” che monitora i dati trasmessi dalle strutture ricettive alle questure.

Secondo la procura federale tedesca, Kuznietsov sarebbe stato tra gli uomini che, con documenti falsi, noleggiarono la barca a vela Andromeda della società Mola Yachting sull’isola di Rügen, utilizzata per la missione di sabotaggio. In Germania lo considerano parte del commando di sub che, nel settembre 2022, fece saltare il Nord Stream. L’ucraino, in alcune brevi dichiarazioni, ha però preso le distanze dalle accuse: ha detto di voler leggere i documenti nella sua lingua, sostenendo di trovarsi in Ucraina nel periodo del sabotaggio e di essere venuto in Italia solo per motivi familiari.

Quello di Kuznietsov è il primo arresto di un presunto sabotatore del Nord Stream. A differenza del connazionale Volodymir Zhuravlov, sfuggito pochi giorni prima a un blitz in Polonia, il 49enne è finito in manette senza particolari difficoltà. Per la prima volta, inoltre, la pista investigativa del sabotaggio conduce all’Italia: da Rimini a Genova, dove i magistrati indagano su un attentato a una petroliera della cosiddetta “flotta-ombra” russa, con modalità operative che ricordano da vicino quelle usate per il gasdotto del Baltico.

Adesso sarà la Corte d’appello di Bologna a decidere se consegnare o meno Serhii Kuznietsov alle autorità tedesche. La sua posizione resta delicata, tra le accuse di sabotaggio e le dichiarazioni difensive che mirano a smontare il quadro investigativo internazionale.

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