Aperto il nuovo centro di raccolta di Clara
Da oggi (31 marzo) è aperto al pubblico e pienamente operativo il nuovo Centro di Raccolta Comunale di San Giuseppe di Comacchio, in via dell'Artigianato
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Sabato 4 aprile, in occasione della vigilia di Pasqua, il litorale di Comacchio ospiterà un debutto assoluto: "Aquiloni per la Pace", che si terrà presso lo stabilimento Marrakech Beach 55
Su tutta la costa emiliano romagnola per la giornata di martedì 31 marzo sono previsti forti venti che hanno spinto il servizio di allerta meteo della Regione Emilia Romagna a diramare un'allerta gialla
Ieri - domenica 29 marzo - una delegazione di Fratelli d'Italia Comacchio ha accompagnato il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Claudio Barbaro in una visita sul territorio, con due tappe particolarmente significative: prima la Pineta di Volano, poi le Valli di Comacchio
L’assessore al Turismo e Cultura di Comacchio, Emanuele Mari, annuncia la candidatura nella lista civica del sindaco Pierluigi Negri, definendola “innanzitutto un riconoscimento per la fiducia e il rispetto” ricevuti durante il mandato
Comacchio. Si è tenuto venerdì pomeriggio alla Manifattura dei Marinati di Comacchio l’ultimo incontro del ciclo “Rileggere la storia per capire la città”, organizzato dall’associazione culturale locale “La città invisibile”. Ospiti di questa giornata Francesco Erbani e Francesca Leder. Francesco Erbani giornalista, per 25 anni caposervizio delle pagine culturali de “La Repubblica”, Francesca Leder urbanista dell’Università di Ferrara.
Insieme a loro al tavolo Fiorella Shane Arveda e Federica Gentili del direttivo dell’associazione che hanno ripercorso gli approdi di tutto il primo ciclo di conferenze iniziate a febbraio.
Ha portato i suoi saluti anche l’assessore alla cultura Emanuele Mari che ha ricordato l’importanza e l’unicità del progetto de “La città invisibile”.
La conferenza si è svolta sotto forma di dialogo: i due si sono confrontati sul tema del lento conoscere le città. Un incontro che ha approfondito il metodo di lettura delle città: da quelle più piccole a quelle più grandi. Francesco Erbani ha posto l’accento sul lasciarsi trasportare dai luoghi delle città, visitarle senza la fretta di dover per forza correre. Visitare le città senza pregiudizi o aspettative. Adagio, come titola il suo ultimo libro-guida “Roma adagio” che è stato reso disponibile al banchetto presente in sala della libreria “Gulliver” di Lido degli Estensi.
Si è molto approfondito il tema dello spopolamento delle città e dei centri storici e la sua cura laddove gli abitanti stessi tornassero a essere custodi della loro stessa città.
“Le spinte dal basso delle associazioni della città possono fare grandi cose”, ha affermato Erbani, riportando molteplici esempi da Napoli a Catania e Venezia, già affrontata nel suo libro “L’Italia che non ci sta”, dove racconta tante realtà virtuose di cui spesso non si parla.
L’idea di una tutela collettiva dei propri luoghi comuni non dimentica anche l’aspetto economico, che verrebbe, secondo le parole dei relatori e come già spiegato al primo incontro dall’economista professor Gandini, molto favorito da una cura comune della propria città. Una cura dei beni comuni a beneficio della comunità stessa. Da qui il discorso si è esteso al pensiero che anche Comacchio possa assumere nuovo vigore a partire dalle risorse di cui dispone: le bellissime caratteristiche del suo centro storico e la monumentalità delle sue valli. “Io direi che sono proprio un monumento le vostre valli” ha affermato l’urbanista caldeggiando un loro nuovo protagonismo tra tutela, produttività e mantenimento del bene.
Con questi stimoli e spunti di riflessioni si è chiuso l’incontro di venerdì, animato da molte domande dal pubblico, mosso dalla voglia di saperne di più. Soprattutto incuriositi dall’idea di far rivivere la città a partire dall’abitare, spesso soffocato dall’“industria pesante” del turismo, così come l’ha definita Erbani.
Il monito è stato infatti quello sì di conservare un turismo rispettoso delle città, ma in primis di conservare la città stessa e chi la vive tutti i giorni. Immaginare di riempire di nuovo le vie, i negozi, i ponti della comunità che vi risiede, dove ritrovarsi a scambiare pensieri, parole, risate.
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