Il volto di Denis Bergamini era pulito “incredibilmente pulito per uno che sarebbe stato investito da un camion”, aveva un solo segno di forma circolare, “una macchia rossastra”, grande come una monetina, all’altezza della tempia sinistra.
A riferirlo è stato Massimiliano De Pasquale, tifoso del Cosenza che ieri (venerdì 8 aprile) ha testimoniato davanti alla corte d’assise nel processo sull’omicidio del calciatore argentano e che vede imputata la sua ex fidanzata, Isabella Internò.
De Pasquale è un tifoso particolare, che ha raccontato come Denis fosse amato dalla tifoseria e che ha avuto la possibilità di vedere il luogo in cui Bergamini è morto recandosi sul posto il giorno dopo, e di vedere la salma del calciatore all’obitorio. Ha riferito particolari importanti, ad esempio che la chiazza di sangue sulla strada era dopo una curva e, soprattutto, distante dalla piazzola dove fu trovato Bergamini.
Andò anche all’obitorio: lì vide il volto di Denis e, come altri testimoni, fra cui l’ex calciatore Luigi Simoni, notò un segno distintamente di forma circolare della grandezza di una monetina sulla tempia sinistra – l’unico segno che Bergamini aveva in volto – e ha riferito che non sembrava essere stato trascinato da un camion.
Secondo la difesa della famiglia Bergamini – rappresentata in udienza dall’avvocato Alessandra Pisa dello studio Anselmo – la presenza e il significato di quel segno meritano un approfondimento.
Altre testimoni sentite in udienza sono state due Carmela Parise e Patrizia Principe, compagne di scuola dell’imputata, che hanno confermato la relazione della Internò con Bergamini. Una ha ricordato che la Internò era orgogliosa della relazione con il calciatore, l’altra che si sapeva che i due ogni tanto si lasciavano e poi si rimettevano insieme.
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