“Non vorremo che ci fossero errori. Molte volte dopo un anno il Cude viene tolto, e io ho delle persone che mi chiamano e mi chiedono perché invece ad altre viene rilasciato anche se le vediamo correre, camminare o andare con lo slittino”.
Francesco Gattus, presidente del Comitato ferrarese Area Disabili, non è così interessato alla specifica vicenda del permesso del vicesindaco Nicola Lodi, ma da lì non si può non partire, soprattutto dopo che il difensore civico ha riconosciuto la regolarità del suo permesso, rilasciato per “deambulazione impedita o sensibilmente ridotta”.
La differenza tra quel che è certificato nei documenti medici e nel rilascio del pass, e quello che si vede fuori pone degli interrogativi alle persone con disabilità: “Noi – spiega Gattus – non conosciamo nel dettaglio la situazione, pertanto ci riserviamo di esprimere il nostro parere solo dopo che verrà data formale risposta a Fausto Bertoncelli (ex addetto dell’ufficio Benessere ambientale e autore di varie richieste in tema) dal difensore, dall’ufficio Cude e dal garante delle persone con disabilità. Ciò che è emerso – prosegue – ha però ingenerato nell’associazione, nel mondo della disabilità, una esigenza di fare chiarezza, pur nel rispetto di tutti i soggetti coinvolti. Mi sono arrivate tante chiamate di persone preoccupate da questa notizia: non si capisce quali siano i parametri utilizzati per rilasciare il Cude”.
La questione sembra essere legata soprattutto alle certificazioni mediche per il rinnovo del pass: “Penso che un medico legale debba dare un parere definitivo, perché più distaccato, e non un medico di base che, conoscendo il paziente, può essere un po’ di parte”. Forse andava in questa direzione anche la richiesta del difensore civico, per ora senza risposta da parte del dipartimento di Medicina legale, di rinnovare la visita medica di revisione per i detentori di Cude rilasciati negli anni antecedenti al 2014.
Rimane in ogni caso la percezione che esiste un margine abbastanza ampio di discrezionalità nella valutazione che crea forse un senso di ingiustizia, ecco perché il focus rimane sui criteri: “Non sono medico e non lo siamo come Area Disabili, non siamo noi a valutare il Cude o le percentuali minime o massime per poterlo ottenere – precisa Gattus -. Le uniche segnalazioni che ho avuto sono quelle dei parametri: vogliamo capirli”.
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