Politica
4 Gennaio 2022
Le spiegazioni, non tutte convincenti, dell'assessore sull'esclusione delle opere ferraresi da quelle finanziate con 3,4 miliardi di euro del Pnrr

Rigenerazione urbana, Maggi: “Progetti ammessi, ma aspettiamo adeguamento del fondo”

di Daniele Oppo | 4 min

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L’assessore ai lavori pubblici Andrea Maggi (Ferrara Cambia)

Ferrara non ha ‘perso’ 20 milioni di euro per la rigenerazione urbana, è solo fuori dalla graduatoria del Governo per l’assegnazione di 3,4 miliardi di euro del Pnrr e aspetta che ne arrivino, non si sa quando, altri 900 milioni. E poi la città estense è penalizzata perché è stato deciso di destinare il 40% delle risorse al centro sud e perché è un Comune virtuoso.

Andrea Maggi, assessore con delega al Pnrr interviene sui progetti di rigenerazione urbana relativi alle Frazioni, sostenendo che tutti i progetti sono stati ammessi a finanziamento e attaccando chi “rema contro”: Pd e Azione Civica.

“Quante inesattezze dalla consigliera Fusari e dal Pd usate ad arte per gettare fango sul nostro lavoro – dice l’assessore -. Invece di puntare il dito per fare polemica è importante che in questo momento tutti remino dalla stessa parte per il bene di Ferrara, che non deve essere penalizzata dalla distribuzione dei fondi del Pnrr. È importante fare un po’ di chiarezza: i nostri progetti, condivisi con il consiglio comunale, sono stati accolti dal Ministero, ammessi al finanziamento, rientrano perfettamente nei parametri richiesti dal Pnrr e sono semplicemente in attesa di successivo adeguamento del fondo. Ferrara, come tanti altri Comuni del nord Italia, purtroppo, è stata penalizzata dalla logica che ha assegnato il 40% dei fondi ai Comuni del centro sud. Inoltre, in questo caso specifico, il parametro principale di valutazione è stato l’indice Ivsm (indice di Vulnerabilità Sociale e Materiale) e, paradossalmente, essendo Ferrara comune virtuoso con un indice di vulnerabilità molto basso, questo ci ha penalizzato”.

Alcune cose vanno rilevate. È vero, e nessuno ha detto mai il contrario, che i 18 progetti ferraresi sono inclusi nell’elenco dei progetti finanziabili (allegato 2 al decreto che assegna i contributi ai Comuni). Ma è anche vero che nessuno di essi è entrato a far parte della lista (allegato 3) dei progetti effettivamente finanziati coi fondi del Pnrr. In sostanza, quelle ferraresi fanno parte delle 2.325 opere ammesse (sulle 2.418 presentate da tutta Italia) ma sono fuori dalle 1.784 opere per le quali è stato assegnato il finanziamento.

L’adeguamento del fondo a cui fa riferimento Maggi è pari alla differenza tra le risorse effettivamente assegnate – circa 3,4 miliardi – e quelle complessivamente richieste dai Comuni per tutti i progetti presentati, che secondo i dati del Governo si aggira sui 4,3 miliardi di euro.

Rimane il fatto incontestabile che Ferrara stia fuori dalla graduatoria attuale, che ripartisce la maggior parte dei fondi richiesti e tutti quelli esistenti. Quindi vi è una speranza – non la certezza – che vi siano adeguamenti del fondo e il conseguente allargamento della graduatoria, ma rimane tutto aleatorio.

“I nostri progetti, condivisi con il consiglio comunale – prosegue Maggi – sono stati accolti dal Ministero, rientrano perfettamente nei parametri richiesti dal Pnrr e sono in attesa di successivo finanziamento, come tante altre opere presentate da Comuni del nord Italia, purtroppo penalizzati dalla logica distributiva del Pnrr che punta ancora una volta verso Sud”.

Ora, se assegnare il 40% dei fondi per la rigenerazione urbana di aree disagiate al centro sud sia un vantaggio per il Meridione e uno svantaggio per il nord – come dice l’assessore, seppure in buona compagnia – è tema discutibile. Ciò che non è discutibile, e che anzi fa suonare questa spiegazione più come una scusa, è ci sono capoluoghi del nord Italia (tralasciando gli altri Comuni sopra i 15mila abitanti che hanno ottenuto i finanziamenti: Argenta è fra questi) e della stessa Emilia-Romagna che rientrano tra quelli già assegnatari dei fondi: Reggio Emilia con 17 progetti, Modena e Bologna con tre, Piacenza con due, Ravenna con sette e Forlì con 12. Perché proprio Ferrara dovrebbe subire una penalizzazione da questo criterio?

Molto più razionale, anche perché trova riscontro nell’ordine della graduatoria, appare invece l’altra spiegazione fornita dall’assessore, ovvero che “ad incidere in modo pesante è stato l’Indice di Vulnerabilità Sociale e Materiale (Ivsm) utilizzato dal Ministero come parametro principale per la graduatoria”. Ferrara ha infatti un indice Ivsm di 97,38 – ed è il Comune ad averlo più basso tra quelli di oltre 100mila abitanti partecipanti al bando – mentre l’ultimo dei Comuni che hanno ricevuto il finanziamento, che è Bergamo, ha 98,44. Un valore sotto il quale sta, non a caso, anche l’altro capoluogo emiliano non in graduatoria: Parma (98,41).

“Essendo Ferrara un Comune virtuoso, questo indice risulta per la nostra città, particolarmente basso rispetto ad altre realtà, un dato che ha pesato in modo importante, che viene deciso secondo parametri nazionali e su cui il Comune non può intervenire”, spiega Maggi, attaccando l’opposizione al contempo: “Cosa che Fusari dovrebbe sapere benissimo”.

“L’allarme lanciato da tanti amministratori pubblici sta risultando vero – assicura l’assessore -: il nord Italia è fortemente penalizzato dall’assegnazione delle risorse del Pnrr e proprio ieri l’Anci Veneto, supportata dal presidente nazionale Antonio Decaro, ha ribadito la necessità di riequilibrare la partita”.

“Dunque basta con gli attacchi strumentali, ognuno si impegni a far capire a Roma che il Pnrr deve supportare la crescita di tutto il Paese senza escludere i territori virtuosi. E ci auguriamo che il messaggio arrivi forte e chiaro alla consigliera e a tutta l’opposizione”, conclude Maggi.

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