Oscurato da Sgarbi, messo un po’ in ombra anche da Lodi, il sindaco Alan Fabbri è parso incredibilmente il soggetto con meno cose importanti da dire nella conferenza stampa di fine anno, quella solitamente riservata al primo cittadino, quest’anno allargata al suo vice e al presidente di Ferrara Arte.
In mezz’ora circa di conferenza stampa, Fabbri se ne ritaglia per sé meno di dieci per una rapidissima carrellata senza guizzi delle cose fatte nel corso del 2021, prima di passare la parola agli “ospiti”.
Ecco allora il compiacimento per aver “mantenuto la tassazione bassa, dato non irrilevante soprattutto a seguito delle risorse spese per il Covid”. Il sindaco mantiene la bandierina sulla “residenzialità storica” nel nuovo regolamento Acer, quello che i giudici hanno detto essere discriminatorio. Poi la scuola, “grazie ai fondi dello Stato e della Regione abbiamo quasi azzerato le rette e istituito i voucher per le famiglie che mandano i figli nelle scuole paritarie”.
E ancora gli eventi, gli investimenti sulla promozione turistica di una città che “si è dimostrata attrattiva”; quelli per le imprese: “Due milioni di euro per le imprese commerciali, artigianali e agricole e vogliamo ancora investire in agricoltura, settore dimenticato prima di noi”.
È Fabbri, anziché Lodi, a parlare degli investimenti in sicurezza: “Assunzioni, abbiamo armato i vigili, finanziato progetti di recupero urbanistico”.
In polemica forse gli oppositori, Fabbri rivendica la “lungimiranza di guardare oltre: la città ha bisogno di collaborazioni con tutte le istituzioni. Lavoriamo con Unife, ad esempio per la caserma di via Cisterna del Follo, con le categorie imprenditoriali che vogliamo far entrare nel management di Sipro con una modifica allo Statuto”.
E infine i ringraziamenti a Prefettura e Questura – per il controllo della zona Gad e non solo – e alle partecipate del comune.
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