Endoscopia avanzata, nuovi interventi d’eccellenza a Cona
All’Ospedale di Cona eseguite procedure endoscopiche di alta specializzazione che ampliano le possibilità di cura per pazienti con tumori e complicanze pancreatiche
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Si chiama “La mia casa”. Una casa che dovrebbe essere “un luogo sicuro che protegge”. Ma la sua casa, ormai “non esiste” più
Lunedì 16 marzo, dalle ore 11 alle ore 13, nell'Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza (corso Ercole I d’Este 37), si terrà l'incontro di confronto pubblico "Capire per scegliere"
"Ma quale Nobel per la Pace" – hanno attaccato gli attivisti di Rete Pace da piazza Municipale – Donald Trump, con l’attacco congiunto a Israele in Iran “è il responsabile della morte di oltre 150 bambini”
Ferrara si conferma protagonista nella tutela dell'ambiente, ricevendo per il quinto anno consecutivo il prestigioso riconoscimento di Plastic Free Onlus
“Vent’anni fa abbiamo detto no alla guerra in Afghanistan e avevamo ragione”. Non può non esserci anche la rivendicazione di aver visto da subito l’atrocità della guerra e le macerie che avrebbe lasciato, tra chi manifesta oggi affinché l’Occidente, l’Italia, non lasci solo chi in mezzo a quelle macerie ci è rimasto e ora deve fare i conti con il ritorno dei Talebani.
A leggere il manifesto della Rete per la pace, che martedì pomeriggio ha riunito oltre cento persone sul listone di piazza Trento e Trieste, davanti a Palazzo San Crispino, è Luca Greco della Fp-Cgil (il sindacato è membro della Rete), che ha la voce giusta per sopperire alle mancanze dello scarno impianto audio.
C’è bisogno di farsi sentire, ancora una volta, in nome degli altri: “Chiediamo che il governo italiano, l’Europa e le istituzioni internazionali attivino immediatamente corridoi umanitari per tutte le profughe e tutti i profughi afghani che stanno cercando in queste ore di abbandonare i territori di guerra, offrendo a tutti e tutte loro asilo ed accoglienza. Chiediamo che adottino ogni azione diplomatica e politica utile ad assicurare il rispetto dei diritti fondamentali della popolazione afgana. Chiediamo che l’Europa definisca chiaramente una politica comune di asilo ed accoglienza, modificando il regolamento di Dublino, ponendo fine alla politica disumana ed illegittima delle violenze e dei respingimenti sulla rotta balcanica e nel mediterraneo”.
“Le immagini che provengono in questi giorni dall’Afghanistan – scandisce Greco – ricordano quelle di 25 anni fa, quando per la prima volta i talebani entrarono nella capitale Kabul. Certificano la sconfitta della politica di guerra occidentale”.
E ora, “dopo la morte di almeno 50mila civili afghani e oltre 3000 militari americani e Nato assistiamo sgomenti alla immane tragedia che sta colpendo il popolo afgano, e in particolare le donne poste di fronte all’incubo di violenza e perdita di ogni diritto civile e politico.
Che l’occidente non sia inerte di fronte a questa ennesima catastrofe di cui è responsabile”.
La situazione delle donne è uno dei temi più affrontati negli interventi che si susseguono. Significativo, sul punto, quello di Samanta Picciaiola, presidente dell’Associazione Orlando di Bologna: “Ci è toccato leggere su certa stampa nazionale ‘dove sono le femministe?’. Siamo qui e siamo anche là, ci siamo sempre state”, ieri come oggi, davanti a “una guerra giustificata per liberare le donne e abbandonata abbandonando le donne”.
In piazza sventolano anche alcune bandiere, c’è quella afghana retta da alcuni ragazzi afghani, e c’è quella di Emergency, Serena Cavallari legge l’ultimo articolo scritto da Gino Strada prima di morire, proprio sull’Afghanistan abbandonato con il ritiro delle truppe Usa.
Tra i partecipanti si scorge anche la presenza dell’assessora Dorota Kusiak, che però non è intervenuta. Con lei c’è anche Paola Peruffo, di Forza Italia, presidente della commissione consiliare Pari opportunità e autrice di una mozione che chiede a sindaco e giunta di attivarsi con le istituzioni nazionali per l’accoglienza di scappa dall’Afghanistan. E c’è anche Alessandro Talmelli, segretario comunale del Pd.
Ancora interventi. Manuela Macario di Arcigay racconta che “abbiamo ricevuto tante richieste di aiuto negli ultimi giorni. Le persone Lgbt, insieme alle donne, sono le persone più oppresse”. E poi Sergio Golinelli, coordinatore di Sinistra Italiana a Ferrara, che ricorda che tra i numeri che ci dovrebbero interessare non ci sono solo quelli di chi riuscirà a scappare e che dovremo accogliere, ma anche quelli “di quanti non riusciremo a portare a casa, perché li avremo sulla coscienza”.
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