Cronaca
20 Agosto 2021
Il legale rappresentate dell'impresa capofila dei lavori allo stadio di Ferrara interviene dopo i nuovi sequestri in curva est e tribuna nord: “Struttura di altissimo pregio. Non si capisce il motivo di questo provvedimento”

Sigilli al ‘Mazza’, parla Tassi: “Paradossale, dimostreremo infondatezza dell’accusa”

di Daniele Oppo | 3 min

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È il principale indagato per l’ipotesi frode nelle pubbliche forniture e oggi, dopo il clamore del nuovo sequestro operato allo stadio “Paolo Mazza” di Ferrara, interviene pubblicamente per dare la sua versione.

Giuseppe Tassi, legale rappresentate del gruppo edile che porta il suo cognome, grande sponsor della Spal e che è stato capofila dell’appalto per l’adeguamento della capienza dello stadio cittadino ai campionati di Serie A, parla con una nota stampa in cui assicura di avere “massima fiducia e rispetto nell’operato dell’Autorità Giudiziaria”, ma al contempo non nasconde di ritenere “paradossale che un’indagine che va avanti da oltre due anni e mezzo – peraltro sostanzialmente conclusa – e che ha visto l’applicazione di un sequestro nell’immediatezza dei fatti, poi revocato permettendo l’uso della struttura senza vincoli, si ritrovi oggi nella stessa fase”.

Mercoledì mattina, lo ricordiamo, su decreto del gip Danilo Russo che ha accolto la richiesta della pm Barbara Cavallo, la Guardia di Finanza ha messo i sigilli alla curva est e alla copertura della tribuna nord considerate a rischio collasso per via di alcune difformità di costruzione che secondo il consulente della procura, il prof Carlo Pellegrino, sarebbero di molto rilevanti e andrebbero sanate con lavori per un costo stimato di almeno 600mila euro.

Per Tassi “le situazioni che sono riportate nel decreto di sequestro preventivo sono note fin dall’esito dei primi accertamenti preliminari, e non si capisce il motivo di questo provvedimento in quanto da allora non sono emersi fatti ulteriori”.

Va detto che il consulente e, di rimando, la procura, contestano che i lavori di adeguamento non siano stati sufficienti a riportare il rischio all’interno del range di accettabilità nel medio-lungo periodo previsto dalle norme tecniche di costruzione.

Quelle di Pellegrino sono invece definite da Tassi “astratte valutazioni”, “che peraltro si pongono in maniera contrastante rispetto alle considerazioni della folta schiera dei consulenti tecnici di parte (molti di essi docenti titolari di cattedre d’ingegneria nella più titolate università d’Italia), che hanno sempre riconosciuto e sostenuto la sicurezza dello stadio, confortati dai risultati positivi delle ripetute prove di carico predisposte dallo stesso consulente della Procura”.

Secondo Tassi, la società di cui è legale rappresentante, “oltre ad essere ingiustamente accusata”, si ritroverebbe “nell’assoluta impossibilità di spiegare le proprie difese” e perfino “al centro di continui attacchi mediatici derivati da ripetuti provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria che appaiono privi di una logica consequenzialità”.

“Auspico – dice Tassi – di poter finalmente giungere nella fase del processo di merito, momento in cui si potrà finalmente far emergere la assoluta infondatezza della ipotesi accusatoria, basata unicamente su valutazioni tecniche non condivisibili e prive di qualsivoglia riscontro fattuale”.

Al contempo, la società “si vanta di aver realizzato una struttura di altissimo pregio e di elevato valore estetico mettendo in campo tutte le sue competenze ed energie per poter garantire alla città di Ferrara il miglior risultato possibile”.

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