C’è chi è sorpreso, altri sono infastiditi – anche per via dei tempi tra ferie estive e imminente avvio del campionato di calcio – e c’è chi promette dura battaglia. Il nuovo sequestro della tribuna nord e della curva est dello stadio “Paolo Mazza” di Ferrara coglie un po’ di sorpresa le difese dei 9 indagati per le difformità nelle costruzioni.
Non tutti parlano, anzi, anche perché il decreto del gip Danilo Russo che accoglie la richiesta di sequestro preventivo avanzata dalla pm Barbara Cavallo, titolare dell’indagine, non è ancora arrivato o non è stato ancora valutato nel suo complesso.
C’è chi però, come Giulio Garuti, legale del principale indagato, Giuseppe Tassi (avvocati Giulio Garuti e Paolo Loberti), legale rappresentante della Tassi Group, azienda capofila dell’appalto, nonché potente sponsor della Spal, ribadisce la propria lettura contraria a quella della procura, e assicura che tutto verrà chiarito: “Tassi già a settembre si farà interrogare e ora valuteremo se impugnare il provvedimento di sequestro che è basato solo sulle dichiarazioni della Welding, società la cui posizione è stata archiviata, sulle quali non siamo per la maggior parte d’accordo”.
Più inviperita appare la posizione dell’avvocato Alberto Bova, che difende Alessio Colombi, uno dei due collaudatori accusati di falso per aver dato l’ok alla regolarità dei lavori nonostante fossero a conoscenza delle tante difformità. “È la prova provata – tuona Bova a fronte del decreto di sequestro – che conta di più il parere del consulente del Pm, piuttosto che il parere di una decina di consulenti tra quelli della difesa e delle parti lese. A questo punto è assolutamente indispensabile procedere come l’incidente probatorio”.
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