Cronaca
18 Giugno 2021
Attesa l'autopsia per chiarire la causa della morte. Nel settembre 2019 la madre venne arrestata per aver aggredito con un coltello il compagno che dormiva

Bimbo deceduto, indagini a tutto campo

di Daniele Oppo | 2 min

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In un primo momento si è pensato a un infortunio sul lavoro, ipotesi che al momento resta la più plausibile, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. L’idea di una possibile aggressione è emersa solo successivamente nel corso delle indagini, complicate soprattutto dalle difficoltà di comunicazione con le persone presenti sul posto

Rapina con coltello al supermercato Ecu: arrestato 48enne ferrarese

C’è un ferrarese dietro alla rapina messa a segno lo scorso 29 dicembre al supermercato Ecu di via Valli, a Bagnolo in Piano. I carabinieri hanno infatti identificato e arrestato il presunto responsabile: si tratta di un uomo di 48 anni, rintracciato nei giorni scorsi nell’abitazione della compagna a Castelnovo Monti

“Mio figlio è morto”. Con queste parole, disperata, alle 6 del mattino di giovedì 17 giugno ha allertato i carabinieri al 112 perché andassero nella sua casa, in via degli Ostaggi a Ferrara. E quando i militari sono giunti sul posto, insieme ai sanitari del 118, la hanno trovata in stato di shock e sanguinante.

Si era tagliata i polsi per la disperazione, A.G., 29 anni, e ripeteva di averlo ucciso lei il suo bambino di un anno e di voler farla finita. Lui era nel lettone doveva aveva passato la notte insieme alla madre, immobile. I sanitari del 118 hanno provato a rianimarlo per quasi 45 minuti. Non ci sono riusciti.

Una tragedia nella tragedia. In casa c’erano anche gli altri due figli di A.G., di 5 e 9 anni, che sono stati affidati alla nonna, accorsa in via degli Ostaggi dopo essere stata avvisata con un messaggio via WhatsApp. Poco prima, la 29enne – con un passato problematico con l’uso di stupefacenti e che i vicini raccontano fosse parecchio agitata anche il giorno prima – aveva cercato di aggredire i carabinieri, che con molta difficoltà e con l’aiuto dei colleghi della polizia di Stato sono riusciti a bloccarla e accompagnarla all’ospedale di Cona per le medicazioni e l’assistenza psicologica del caso.

È un contesto tragico e ancora in divenire. Non è esclusa, al momento, l’ipotesi più grave, quella dell’omicidio. I carabinieri stanno vagliando ogni possibilità ma non si sbilanciano, anche perché è prematuro: il primo esame esterno del medico legale non ha ravvisato segni evidenti di violenza sul corpo del piccolo ed è assai probabile che sarà solo l’autopsia a dipanare ogni dubbio sulle cause del decesso.

Nelle condizioni in cui era, la ‘confessione’ della donna ha poco valore, ma c’è un precedente parecchio violento della 29enne, risalente al settembre del 2019, quando aggredì il compagno – nonché padre dei bambini – nel sonno con un coltello, ferendolo al volto. Lui uscì di casa e incrociò una pattuglia dei carabinieri alla quale raccontò di essere caduto, i militari non gli credettero e appurarono che invece era stato aggredito dalla compagna che si trovava in stato di alterazione psicofisica causata dall’assunzione di stupefacenti. Durante il controllo lei oppose resistenza attiva, usando dei cocci di bottiglia per tenere lontani i carabinieri.

L’uomo, 36enne proveniente dalla Tunisia, è giunto sul posto e poi ha seguito i carabinieri in caserma, dove ha raccontato loro che da un mese aveva lasciato la casa familiare per incomprensioni con la compagna.

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