Terre del Reno
27 Maggio 2021
Secondo l'accusa sarebbero riusciti a farsi riconoscere quasi mezzo milione di euro per la ricostruzione di immobili già fatiscenti prima del terremoto

Carte false per ottenere i fondi post-sisma, in quattro a processo

di Daniele Oppo | 1 min

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Terre del Reno. Quattro persone sono alla sbarra con l’accusa di aver podotto carte false per ottenere con l’inganno quasi mezzo milione di euro di fondi post-sisma.

Si tratta un uomo e una donna di 61 e 81 anni proprietari d’immobili (difesi dagli avvocati Linda Balsemin e Cinzia Rizzatello) e due tecnici – un architetto di 44 anni e un agrotecnico di 40 anni, incaricati delle pratiche Mude e delle necessarie perizie (assistiti dagli avvocati Cesarina Mitaritonna e Paolo Scaglianti).

Secondo l’accusa, sostenuta dalla pm Isabella Cavallari, i quattro avrebbero concorso tra loro nel far apparire due immobili agricoli, nella realtà fatiscenti e inutilizzabili già da prima del sisma, come effettivamente usati da un’azienda affittuaria del fondo e poi danneggiati dal terremoto e dunque indispensabili da recuperare per il proseguimento dell’attività imprenditoriale.

Presentando carte false, sostiene sempre l’accusa, avrebbero indotto l’allora Comune di Sant’Agostino a erogare circa 86mila euro in due tranche sugli oltre 438mila concessi come contributo per la ricostruzione post-sisma.

Nell’udienza di mercoledì 26 maggio uno degli imputati ha reso dichiarazioni e sono stati prodotti nuovi documenti. Il giudice ha poi rinviato al 9 giugno per la decisione.

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