Ostellato
15 Maggio 2021
Sei mesi di arresto per il proprietario del terreno, dovrà anche risarcire l'associazione Horse Angeles che si premurò di salvarli e curarli

Condannato per l’abbandono dei cavalli a Valle Lepri

di Daniele Oppo | 2 min

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Giovedì 12 si è tenuto l’incontro organizzato dal coordinamento di Libera Ferrara, rientrante nelle iniziative promosse dal comitato “Società civile per il no”. Presente anche il professore ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università di Ferrara, Paolo Veronesi

Si chiude con una condanna a 6 mesi di arresto e al risarcimento del danno il processo di promo grado per l’abbandono dei 28 cavalli a Valle Lepri, a Ostellato, a carico del proprietario del terreno, Andrea Bollettin.

Il giudice Andrea Migliorelli ha condannato l’agricoltore e allevatore alla metà della pena richiesta dalla vpo Anna De Rossi (che aveva chiesto il massimo previsto dalla legge), riconoscendo a favore dell’associazione Horse Angels – che si prese cura dei cavalli  una volta scoperto il loro pessimo stato di salute e che si è costituita parte civile tramite l’avvocato Ciriaco Minichiello – una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 5mila euro, oltre alle spese legali. Il resto del risarcimento dovrà essere liquidato in un separato giudizio civile.

Il giudice ha stabilito anche che Bollettin possa beneficiare della sospensione condizionale della pena per due anni, beneficio che però decadrà se lo stesso non dovesse corrispondere la provvisionale entro 90 giorni dal momento in cui la condanna diverrà definitiva (ovviamente a patto che la sentenza non venga riformata in altri gradi di giudizio).

“Finalmente giustizia è fatta”, commenta l’avvocato Minichiello al termine del processo.

La difesa di Bollettin, sostenuta dall’avvocato Barbara Simoni, ne aveva chiesto l’assoluzione per l’impossibilità di stabilire che l’imputato fosse davvero il proprietario dei cavalli, che vivevano allo stato brado in un terreno che aveva da poco comprato.

La vicenda scoppiò nel 2018 e a novembre di quell’anno morì il primo cavallo, anche se durante un intervento di recupero perché era finito dentro un canale. L’autopsia però mostrò che l’animale era pieno di parassiti, come lo erano anche gli altri quattro cavalli morti successivamente, proprio perché il loro stato di salute era pesantemente compromesso dagli sgraditi ospiti.

Per il loro trasferimento si interessarono sia Nicole Berlusconi – figlia dell’ex presidente del Consiglio – che la Regione, ma alla fine le loro proposte e progetti finirono nel nulla, fino a che i 24 superstiti non vennero recuperati dalla società Giona, che li trasferì, non senza difficoltà, a Castelguglielmo.

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