Terre del Reno
16 Aprile 2021
Un uomo a processo per una rapina da 100mila compiuta nel 2008 ai danni di una gioielleria di Mirabello, ma servirà una perizia del Ris per capire se i campioni genetici corrispondano effettivamente

Dopo dieci anni la Banca dati del Dna fornisce l’identità del presunto rapinatore

di Daniele Oppo | 2 min

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La Banca dati nazionale sul Dna ha dato un nome un cognome a quei campioni genetici repertati dai Ris di Parma a Mirabello e a Bologna durante le indagini per due diverse rapine compiute nel 2008, ma rimasti fino al 2019 appartenenti a un soggetto ignoto.

Ieri, a distanza di 13 anni, si è tenuta l’udienza del processo di primo grado per  uno degli autori del colpo del novembre 2008 che fruttò un bottino di 100mila euro ai danni di una gioielleria di Mirabello.

Fu una rapina a mano armata che, secondo le cronache del tempo, venne compiuta da tre persone, due uomini e una donna, sui 30/35 anni con l’accento meridionale. Uno dei rapinatori aveva in mano una pistola e tenne a bada la titolare mentre i suoi complici ripulivano le vetrine.

Nel 2009 furono gli stessi Ris a segnalare che lo stesso Dna era stato rilevato sul luogo del delitto sia a Mirabello che a Bologna. Dieci anni dopo, nel 2019, la Banca dati nazionale ha detto che entrambi i reperti corrispondono al Dna di un uomo, Tomorr Ymeri, oggi 37enne, indagato al tempo per altri reati e i cui campioni vennero repertati, conservati e inseriti nel database nazionale.

Oggi è quello finito alla sbarra, ma di certezze, al momento, ve ne sono poche: un ufficiale del Ris di Parma, sentito a processo, ha escluso di poter mettere la manco sul fuoco sulla corrispondenza tra Dna e imputato indicata dalla Banca dati ministeriale. È, anche, una questione di metodo: né il Ris né la procura hanno idea di come funzioni e quanto sia affidabile il processo di comparazione usato e di casistica sembra non essercene ancora a livello nazionale: la Banca dati, affidata alla Polizia penitenziaria, pur essendo stata istituita nel 2009 è stata messa in funzione solo nel 2016.

Anche per questo il tribunale ha deciso di affidarsi a una perizia che verrà eseguita dal colonnello Marco Pizzamiglio del Ris che, in teoria, dovrebbe sciogliere tutti i dubbi: sarà sentito il 26 maggio.

In quella data, il pm Andrea Maggioni e la difesa (avvocato Roberto D’Errico del Foro di Bologna) dovrebbero anche pronunciare arringa e requisitoria.

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