In primo grado, a giugno del 2020, venne condannato a cinque anni quattro mesi con il rito abbreviato, a metà aprile si aprirà il processo d’appello a Bologna per un uomo imputato di aver compiuto atti sessuali con la nipote al tempo minorenne.
I fatti contestati sono risalenti agli anni tra il 2008 e il 2012, quando la giovane vittima aveva tra i 6 e i 10 anni, ma vennero raccontati dai lei stessa solo molto tempo dopo, nel 2018.
La ragazzina, i cui genitori si sono costituiti parti civili, raccontò in incidente probatorio, di aver subito strusciamenti da parte dello zio, palpeggiamenti e anche baci nelle parti intime, quando entrambi erano in casa di una delle nonne, nella provincia di Ferrara.
L’imputato ha sempre rigettato le accuse, ma il racconto della ragazzina è stato ritenuto credibile dalla procura e soprattutto dal giudice Danilo Russo che condannò lo zio in abbreviato e riconobbe una provvisionale da 10mila euro ai genitori della vittima.
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