Cronaca
26 Marzo 2021
Intercettate dai carabinieri due spedizioni per un totale di oltre un chilo di stupefacente. Nei guai tre figli della Ferrara bene

Hashish dalla Spagna con il corriere, arrestati tre giovani ferraresi

di Daniele Oppo | 4 min

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Si facevano spedire l’hashish dalla Spagna e ricevevano un comodo pacco a casa portato dal corriere FedEx, ovviamente ignaro del reale contenuto. Due consegne per oltre un chilo di stupefacente sono state ‘rovinate’ dai carabinieri, ma ci sono forti sospetti su almeno un altro pacco. Sono figli della Ferrara bene i tre giovani ventenni arrestati mercoledì 24 marzo.

Gli uomini dell’Arma si sono attivati dopo aver ricevuto una segnalazione su un pacco sospetto, giacente nel deposito FedEx, in consegna a un giovane residente in centro a Ferrara, proveniente dalla Spagna.

I militari dopo aver contattato la società di spedizioni, hanno contattato la società di spedizioni e verificato la bontà della segnalazione, chiedendo di conoscere gli estremi del destinatario, luogo, data e orario previsto per la consegna.

Appostati in centro storico, i carabinieri hanno osservato il giovane destinatario (Alessandro Mantovani, 22 anni) che insieme ad altri due amici (Vincenzo Anselmo, figlio dell’avvocato Fabio Anselmo, e Kevin Ulbani, anche loro di 22 anni) andava incontro al corriere, a piedi, per prelevare il pacco.

Al sopraggiungere del furgoncino, mentre uno dei tre (Anselmo) ha girato nei pressi con funzione di vigilanza/palo, gli altri due (Mantovani e Ulbani) hanno intercettato l’autista, ritirando e firmando per la ricevuta.

Gli uomini del Nucleo operativo a questo punto sono intervenuti bloccando sia i tre giovani che il corriere.

Dopo le identificazioni, il dipendente della FedEx ha fornito tutta la documentazione in suo possesso, dalla quale è emerso il nominativo del destinatario e due numeri di cellulare da contattare per la consegna. Effettivamente il nome e uno dei numeri di cellulare corrispondevano a uno dei tre fermati, mentre il secondo cellulare, riportato nei documenti di trasporto come seconda opzione di consegna, era quello in uso al giovane che era intento a “vigilare” la zona.

Ispezionando il pacco era percettibile l’aroma tipico dell’hashish, per cui i carabinieri lo hanno aperto trovando all’interno, oltre a cioccolata e biscotti, ben 551 grammi proprio di hashish, suddiviso in panetti ed ovuli.

Nelle successive perquisizioni nelle case dei tre fermati sono stati trovati e sequestrati bilancini di precisione, funghi allucinogeni e contenitori in vetro utilizzati per lo stoccaggio della sostanza, nonché un pacco vuoto, del tutto simile a quello appena intercettato, riportante la data di consegna di gennaio.

Dalla documentazione fornita dalla società di spedizioni, i militari sono risaliti anche a un’altra spedizione analoga, ancora non effettuata. Il pacco, identico al precedente, sia per dimensioni che mittente e destinatario, era ancora in giacenza al centro di smistamento FedEx di Bologna, con presumibile data di consegna per la settimana prossima. Per questa ragione gli investigatori del Nucleo operativo, nel pomeriggio di giovedì 25 marzo, sono andati nel capoluogo felsineo e, muniti di decreto di sequestro emesso dalla procura di Ferrara, hanno proceduto all’acquisizione e all’apertura del secondo pacco che conteneva 5 panetti di hashish del peso di 494 grammi.

I tre giovani, che sono tutti incensurati, sono stati messi ai domiciliari. Venerdì mattina il giudice ha convalidato l’arresto per tutti e tre e ha rinviato il processo per direttissima ad altra data, sottoponendoli per il momento all’obbligo di firma giornaliero in un comando dell’Arma.

“Ho sempre cercato di proteggere la mia famiglia anche in momenti drammatici della loro esistenza – afferma l’avvocato Fabio Anselmo -. Purtroppo questa volta non ci sono riuscito, ma posso dire che come padre sarò sempre al fianco di mio figlio. Ma la legge deve essere uguale per tutti e chi sbaglia deve assumersi le proprie responsabilità. Sarò sempre al fianco di Vincenzo e sono certo che insieme riusciremo a superare questa situazione di vita difficilissima. Posso solo dire che l’Arma dei Carabinieri si è comportata in maniera estremamente corretta e i militari hanno fatto il loro mestiere. Mi dispiace solo che mio figlio e le due persone coinvolte, tutti e tre incensurati, paghino in modo molto più pesante ed eclatante per quello che hanno fatto. Per quanto riguarda la mia persona – conclude il legale – posso assicurare che continuerò a svolgere la mia professione esattamente come ho sempre fatto, perché credo in quello che faccio e in quello che dico”.

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