Comacchio. Non fu una tentata estorsione, ma comunque un reato di cui rispondere, quello del tentato esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Si chiude con una condanna e due assoluzioni il processo che vedeva tre persone a processo per l’aggressione a un agente immobiliare avvenuta nell’aprile 2015 a Comacchio.
La vittima, Antonio Lella, parte civile nel processo, aveva denunciato di essere stato aggredito con minacce e botte nel suo ufficio per ottenere la restituzione di un presunto debito legato al fallimento della vendita di un locale al Lido di Spina, da ripagare con la consegna immediata di 10mila euro, più il rolex che aveva al polso. L’aggressione fisica, che si aggiunse a ripetute minacce (anche via social), gli costò 10 giorni di prognosi.
Per quei fatti è stato condannato l’imputato principale, Marco Tarantino (difeso dall’avvocato Giacomo Forlani), a un anno e sei mesi di reclusione, con pena sospesa. Il tribunale, come detto ha riqualificato il reato in uno meno grave, come chiesto anche dal pm Andrea Maggioni nella sua requisitoria e anche dal legale di Tarantino, che esprime soddisfazione per questo fatto.
Sono stati assolti invece Riccardo Inglese (avvocato Stefano Scafidi) e Salvatore Lionetti (avvocato Luca Andrea Brezigar) con quella che un tempo era la formula dubitativa, perché manca, è insufficiente o contraddittoria la prova della loro partecipazione ai fatti. Uno dei testimoni chiave, in ogni caso, nell’ultima udienza della fase istruttoria, aveva escluso che avessero preso parte all’aggressione.
L’avvocato Scafidi esprime “grande soddisfazione perché è emerso che il mio assistito era assolutamente estraneo ai fatti contestati”.
Il collegio – presidente Vartan Giacomelli e a latere i giudici Alessandra Martinelli e Andrea Migliorelli – ha stabilito in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza.
(questo articolo è stato corretto alle 18 di giovedì 25 febbraio: era riportato l’informazione sbagliata che l’aggressione era avvenuta in presenza delle figlie della vittima. Ci scusiamo con gli interessati e con i lettori).
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