Attualità
17 Febbraio 2021
L'associazione chiede di non usare più la tecnica della capitozzatura: “Chiediamo la creazione di uno staff multidisciplinare altamente qualificato”

Ferrara. Legambiente contro le “potature violente”

di Daniele Oppo | 2 min

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È ancora l’uso della tecnica di capitozzatura per le potature degli alberi da parte del Comune a entrare nel mirino ambientalista, in particolare del circolo “Raggio Verde” di Legambiente.

“Ci hanno segnalato diversi interventi in città di una desolazione spettrale con alberi pesantemente capitozzati – afferma l’associazione in una nota -. Si tratta di lavori fatti in modo scriteriato, scelte drastiche, fatte di tagli e potature violente che ottengono l’effetto opposto, prive di rispetto delle regole per l’attenta conservazione e valorizzazione di un bene ambientale e culturale quali sono gli alberi”.

Legambiente si riferisce in particolare agli interventi sui platani di piazza Ariostea e sulle piante site all’interno del centro sociale “Il Melo”.

“I tanti regolamenti del verde comunali non riescono a risolvere un problema estremamente radicato, interventi privi di validità scientifica e che non appartengono alla moderna visione dell’arboricoltura – sostiene l’associazione -. Il metodo di potatura definita capitozzatura va ritenuto una pratica dannosa e in ogni caso evitata, è il danno più serio che si possa infliggere a un albero. Ne mina, tragicamente, la stabilità e la sicurezza; lo affama, rendendolo soggetto a marciumi e possibili crolli; è brutta, se non offensiva, e fa dimenticare la bellezza della natura e l’unicità di ogni specie; non funziona e non può bloccare la crescita della pianta; è costosa perché questi interventi dovranno essere rifatti con frequenza, pressoché annuale. La potatura è un’arte, un intervento che deve migliorare la salute degli alberi soprattutto in ambiente cittadino. Una potatura corretta, ove necessaria (non è un obbligo), manterrà l’albero bello ed intatto nelle sue funzioni, ne preserverà la salute e lo manterrà in ordine per diverso tempo, a beneficio dell’ambiente urbano e delle finanze della stessa amministrazione. Infatti, lo stesso avrà bisogno negli anni solo di una manutenzione ordinaria, con piccoli interventi di miglioramento e valorizzazione”.

Legambiente osserva che “i criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico, pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 4 aprile 2020, richiedono esplicitamente che l’aggiudicatario debba evitare di praticare la capitozzatura, la cimatura e la potatura drastica”.

“Chiediamo agli amministratori locali la creazione di uno staff multidisciplinare altamente qualificato – conclude Legambiente – l’alto valore culturale e paesaggistico dei luoghi della nostra città va affidato a esperti e a figure specialistiche formate sulla conservazione e valorizzazione dei beni ambientali”.

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