Attualità
23 Gennaio 2021
L'Ufficio diocesano Migrantes scrive al sindaco: “Aumentano le persone che chiedono aiuto”

Emergenza freddo, “serve un pronto intervento”

di Daniele Oppo | 2 min

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Bene le proposte, ora serve realizzarle e serve che il Comune si faccia interlocutore delle realtà di volontariato per risolvere i problemi legati all’emergenza freddo per chi non ha un riparo. A scrivere al sindaco Alan Fabbri  e premere per una soluzione veloce è Patrizia Di Mella del Centro di ascolto dell’unità pastorale Borgovado e Ufficio diocesano Migrantes.

“Siamo in attesa che le proposte emerse durante la riunione informativa del 14 gennaio scorso della 4^ commissione consiliare vengano prese in considerazione e concretizzate, auspichiamo a breve – scrivre Di Mella -. In particolare ci riferiamo alla somministrazione dei tamponi veloci notturni, alla disponibilità di stanze in sicurezza, al reperire spazi utili per la seconda accoglienza liberando così nuovi posti nei dormitori, ad organizzare un tavolo povertà permanente, ad una piattaforma per l’aiuto repentino tramite app o numero verde”.

Di Mella fa riferimento a buoni esempi, come quelli di Bologna – “dove da anni l’emergenza freddo e povertà è affrontata con strategie mirate ed organizzate a vari livelli con il coordinamento del comune” – o Torre Pedrera – “dove con il patrocinio del comune una famiglia ha donato la sua struttura alberghiera ai senza tetto” – o, ancora, Milano, “dove un gruppo di volontari con varie professionalità ha avuto in gestione dal comune della città, assieme al progetto Arca, una scuola dismessa”.

Di contro, osserva Di Mella, “la nostra città è ancora in una fase iniziale e intanto aumentano le persone che chiedono aiuto ai nostri centri di volontariato, realtà attive e fattive sul territorio. Riteniamo che non possa essere Asp il nostro interlocutore, poiché già si occupa, con proprie modalità, dei più fragili (tra l’altro è di questi giorni la notizia dei tamponi veloci anche per i più disagiati) ma piuttosto dovrebbe esserlo l’assessore Coletti in quanto preposta a questo tipo di questioni sociali assieme all’amministrazione tutta. Si potrebbe organizzare un pronto intervento a questo proposito – suggerisce -, magari prendendo spunto da chi si è già mosso su questo fronte, come nei casi citati, e rendersi finalmente aperti a questo problema gravissimo e impellente”.

“Ci chiediamo se nel Comune esistano già degli edifici, che necessitano magari di pochi interventi di manutenzione, che potrebbero essere utilizzati come strutture ponte di emergenza piuttosto che centri di seconda accoglienza, e chiediamo che ci possano essere eventualmente illustrati”, aggiunge la referente di Migrante poco prima di rinnovare “la nostra disponibilità come gruppi di volontari a collaborare anche in funzione di un progetto più a lungo termine poichè ci rendiamo conto che questo è un processo complicato e faticoso, ma è ora che deve essere preso in carica”.

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