Comacchio
17 Dicembre 2020
I titolari del circolo privato erano accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, per i giudici il fatto non sussiste

Tutti assolti nel processo sulla prostituzione al Blue Night

di Daniele Oppo | 2 min

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Assolti perché il fatto non sussiste. Si è concluso così il processo per gli ex titolari del Blue Night di Vaccolino, accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Gli imputati erano Alderico Ferroni, 66 anni, Matteo Bertarelli, 56, e Ionela Dobre, 38, che mercoledì mattina hanno tratto un bel sospiro di sollievo dopo la lettura del dispositivo da parte del presidente del collegio giudicante, Vartan Giacomelli.

Per loro il pm Andrea Maggioni aveva chiesto pene severe a 5 anni di reclusione e dopo la sentenza del tribunale estense – le cui motivazioni verranno depositate entro 90 giorni –  ha già annunciato appello.

Secondo l’accusa i clienti pagavano per poter uscire con le ragazze durante l’orario di lavoro al night e poi consumavano dei rapporti sessuali con loro, con un tariffario ben preciso: 15 euro ogni 20 minuti trascorsi fuori dal locale, il corrispettivo di quello che sarebbe costata la serata tra drink e servizio di compagnia. Secondo gli accertamenti degli inquirenti, venivano pagati nei fatti tra i 180 e i 250 euro, in base al giorno della settimana, con la tariffa che andava a crescere avvicinandosi al weekend. Alcuni ex clienti hanno detto di aver pagato 60-80 euro andando a prendere le ragazze in prossimità della chiusura del locale, così da pagare meno e altri ancora hanno affermato addirittura che quelle erano le loro fidanzate, pur non ricordandone il cognome.

Le indagini sul Blue Night nacquero da tragico incidente accaduto il 18 marzo 2014 sul Ponte Trapella a Massenzatica, in cui morirono quattro giovani, tra i quali una ragazza romena che lavorava nel circolo privato. Quel dramma spinse una delle giovani intrattenitrici del club, sconvolta dalla perdita dell’amica, a confidarsi con i carabinieri, raccontando loro dei rapporti tra le ragazze e i clienti.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Maurizio Servidio, Paolo Cristofori e Raffaella Spadoni.

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