Cronaca
1 Ottobre 2020
Rito alternativo per il vicesindaco a processo per aver definito l'esponente radicale come una “persona squallida” e “meschino, vigliacco”

Diffamazione a Zamorani, Lodi sceglie l’abbreviato

di Daniele Oppo | 1 min

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Abbreviato. È il rito alternativo scelto dal vicesindaco di Ferrara Nicola Lodi nel processo che lo vede imputato per diffamazione nei confronti di Mario Zamorani.

Proprio l’esponente radicale, dalla cui denuncia nasce procedimento, si è costituito parte civile tramite l’avvocato Pasquale Longobucco nell’udienza di mercoledì 30 settembre.

Lodi è difeso dall’avvocato Ciriaco Minichiello (che è anche consigliere comunale della Lega a Ferrara).

Il giudice Giulia Caucci ha aggiornato l’udienza al prossimo 5 febbraio quando dovrebbe essere sentito lo stesso vicesindaco.

Lodi deve rispondere per aver apostrofato Zamorani come una “persona squallida” che “sta cercando di fare campagna elettorale nella maniera peggiore. Se fino a ieri lo rispettavo adesso non è più così: è meschino, vigliacco e capisco perché Tagliani non consideri nemmeno per le primarie, forse è la prima volta che sono d’accordo con lui”. Le parole vennero dette ai taccuini di Estense.com dopo che l’esponente radicale pubblicamente di possibili intimidazioni nei suoi confronti derivanti da un incontro casuale, avvenuti in piazza Municipale, con Lodi – allora ‘solo’ segretario comunale della Lega – accompagnato da altre tre persone (una di esse risultò essere Lorenzo Barbieri). I leghisti, secondo quanto riportò lo stesso Zamorani, gli avrebbero detto “Lei stia attento a quello che scrive perché qualcuno potrebbe arrabbiarsi”.

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