Costo carburanti, un lunedì nero
Secondo i dati diffusi da Federconsumatori, lunedì 16 marzo il 44% dei distributori ferraresi ha superato la soglia dei 2,1 euro al litro per il gasolio, mentre sono sempre più rari gli impianti sotto i 2 euro
Secondo i dati diffusi da Federconsumatori, lunedì 16 marzo il 44% dei distributori ferraresi ha superato la soglia dei 2,1 euro al litro per il gasolio, mentre sono sempre più rari gli impianti sotto i 2 euro
Una media di 2,16 domande al giorno, sabato e domenica compresi, per un totale di 789 richieste di contributo per complessivi euro 1.972.713: sono i numeri dei Bandi promossi dalla Camera di commercio di Ferrara Ravenna nel 2025
Giovedì 19 marzo, dalle 15:30, la Giornata della Cultura Artigiana torna nella cornice del monastero di Sant’Antonio in Polesine con le visite guidate al ciclo di affreschi trecenteschi l’avvio della tavola rotonda “Artigianato, lavoro e civiltà cristiana: radici, valori e futuro”
L’associazione dei dottorandi chiede di estendere l’aumento delle borse anche ai cicli già in corso e di ridurre il precariato accademico. Apertura dei vertici di Unife sulla rappresentanza di dottorandi e post-doc nel Senato accademico
Il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara comunica di aver già completato l’invaso di circa 1.000 chilometri di canali su tutto il territorio provinciale per rispondere con prontezza alle esigenze del comparto agricolo
Mentre al tavolo regionale si discute con fatica della chiusura della sede di via Marconi e del futuro delle 67 persone che ci lavorano, la Celanese chiede agli stabilimenti di incrementare le produzioni per soddisfare gli ordini arrivati dai clienti, con il sospetto che voglia fare stock di materiali per il futuro.
Una richiesta che sa tanto di paradosso e non è un caso che la reazione dei lavoratori, riuniti venerdì in assemblea con la delegazione Rsu e i sindacalisti di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec, è netta: sciopero dello straordinario di tutto il personale degli stabilimenti di Ferrara a partire da lunedì 28 settembre a tutto martedì 27 ottobre e nessuna disponibilità a rivedere i turni per assicurare la maggiore produzione.
“Le maestranze – riportano i sindacati – hanno richiesto una intensificazione della mobilitazione qualora nel corso del prossimo incontro non venga presentato in maniera formale, con l’approvazione del Cda di Celanese, il piano industriale aziendale e non vengano date garanzie sulla prosecuzione dell’attività del sito di Celanese Marconi”.
La preoccupazione non è poca: la sensazione uscita dall’ultimo tavolo regionale è che l’azienda non sia neppure disponibile a discutere sulla individuazione dell’eventuale acquirente per rendere la chiusura un passaggio più soft per i dipendenti, con sindacati e istituzioni che hanno il forte timore che Celanese, come troppo spesso accade in queste trattative, possa scegliere un acquirente di comodo il cui unico scopo sia quello di chiudere tutto senza assicurare il futuro produttivo per il territorio.
Anche perché vendere lo stabilimento di via Marconi è affare di poco conto se si intende solo la sede: il capannone è in affitto e dentro vi sono solo degli estrusori non particolarmente nuovi e ambiti. Ciò che potrebbe interessare davvero è ciò che negli anni prima del crollo del 2019 e della prima parte del 2020, dovuto anche alle scelte aziendali di puntare più sui numeri che sulla qualità, ha servito bene le richieste di qualità di Jaguar, Porsche, Bmw e Volkswagen: il know-how e tanti anni di esperienza.
Ma le garanzie, a ben guardare, servono anche per la sede di piazzale Donegani, nel petrolchimico, dove Celanese produce la materia prima. La creazione del polo a Forlì renderebbe questo stabilimento un punto svantaggiato della filiera: fino ad ora è vissuto in simbiosi proprio con quello di via Marconi al quale forniva la materia da lavorare, dal giugno 2021 dovrebbe lavorare come unica sede esterna del grande polo forlivense a 120 km di distanza?
Ecco perché conoscere il piano industriale è il punto focale di tutta la vicenda.
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