Ostellato
23 Settembre 2020
Rigettata l’istanza di oblazione, l'allevatore dovrà rispondere delle condizioni in cui aveva lasciato gli equini dopo il fallimento del maneggio

Cavalli abbandonati a Valle Lepri, si va a processo

di Elisa Fornasini | 2 min

Leggi anche

Rapina a mano armata a San Giorgio

Una rapina a mano armata intorno alle 18.30 del 2 febbraio alla tabaccheria "Elena" in via Ravenna. A compierla un uomo a viso scoperto che ha minacciato la titolare con un arma per farsi consegnare l'incasso

Quattro milioni per salvare il Grattacielo

Si aggirerebbe tra i 20 e i 25 mila euro la cifra richiesta a ogni singolo condomino per realizzare il piano antincendio, necessario per poter tornare dentro al Grattacielo

Chi abbandona gli animali non se la può cavare con una multa. Pare essere questa la prima sentenza emessa nel processo per l’abbandono dei cavalli di Valle Lepri a Ostellato.

O meglio, il giudice Andrea Migliorelli ha rigettato l’istanza di oblazione presentata dall’imputato, A.B. un agricoltore e allevatore di cavalli di Padova, che il 19 gennaio dovrà rispondere in tribunale del reato di ‘detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze’.

Nessun rito speciale previsto dall’oblazione, quindi, che per gli illeciti penali di minor rilievo consente di estinguere il reato semplicemente pagando un’ammenda o una multa, senza dover affrontare il processo.

La procura, tramite la pm Elisa Bovi, e la parte civile – l’associazione Horse Angels che si è occupata della cura, mantenimento, accudimento di due dozzine di cavalli che erano stati abbandonati a Ostellato – si erano opposti alla richiesta e il giudice ha dato loro ragione vista la gravità dei fatti contestati. Che risalgono al 2018, quando Horse Angels ha denunciato in procura le condizioni in cui erano stati lasciati da anni 28 cavalli in una valletta del fiume Po dopo il fallimento di un maneggio. Nel frattempo quattro equini sono morti prima del salvataggio.

Gli ‘angeli dei cavalli’ – nome dell’associazione designata custode giudiziale degli animali fino alla vendita giudiziaria, costituitasi parte civile tramite l’avvocato Ciriaco Minichiello – esprimono soddisfazione per il fatto che l’imputato, difeso dall’avvocato Barbara Simoni, dovrà “rispondere in giudizio del reato penale perché deteneva in condizioni incompatibili con la loro natura dei cavalli, segnatamente privandoli del necessario governo dell’uomo (abbeveraggio, alimentazione e cure veterinarie), condizione produttiva di gravi sofferenze, poiché alcuni cavalli si ammalavano e altri morivano”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com