Cronaca
18 Agosto 2020
Il Tribunale di sorveglianza rinnova il regime di libertà vigilata per l'uomo che cercò di far uccidere la sua ex compagna dal carcere

Caso Panigalli. Prorogata la misura di sicurezza per Fabbri

di Daniele Oppo | 2 min

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Il Tribunale di sorveglianza ha rinnovato per un altro anno la misura di sicurezza a carico di Mauro Fabbri, l’uomo che provò ad assoldare un compagno di carcere per far uccidere la ex compagna Lucia Panigalli.

Fabbri – che era in carcere proprio per scontare 8 anni e 4 mesi per il precedente tentato omicidio della Panigalli – è stato scarcerato a settembre 2019, usufruendo di un anno e mezzo di liberazione anticipata per buona condotta.

Da allora è però in regime di libertà vigilata con divieto di avvicinarsi alla vittima e di mettere piede a Vigarano, nonché l’obbligo di non uscire di casa in orario notturno. Ka misura deriva dalla sentenza con la quale è stato assolto per aver tentato sì di far assassinare la ex compagna, ma senza che nulla si sia mai concretizzato: quelli che lui considerava i suoi sicari (anche loro entrambi assolti), da quanto emerso nei vari processi, avevano risposto affermativamente alle sue richieste solo per truffarlo e spillargli diverse migliaia di euro e un trattore.

Il giudice, pur riconoscendo il comportamento positivo tenuto da Fabbri nell’anno appena trascorso, ha ritenuto di non dover eliminare la misura, anche “in assenza di ulteriori elementi” che indichino una pericolosità diminuita.

“Ci riserviamo un ricorso, previa la comprensione di cosa siano questi ulteriori elementi, per poterli eventualmente mettere in atto e ottenere una revisione del provvedimento”, commenta il legale di Fabbri, l’avvocato Gian Luigi Pieraccini.

“Mi sembra perfettamente condivisibile quello che ha rilevato il magistrato di sorveglianza”, è invece il commento dell’avvocato Eugenio Gallerani che nei processi ha assistito (insieme al collega Giacomo Forlani) la signora Panigalli.

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