Cronaca
13 Agosto 2020
Denuncia firmata dall'avvocato ambientalista David Zanforlin per maltrattamento dell'animale e per il mancato intervento di Polizia locale, veterinari Ausl e Carabinieri

Cane senza ombra al sole delle 12: esposto contro proprietario e forze dell’ordine non intervenute

di Daniele Oppo | 3 min

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Un cane esposto al sole bollente dell’agosto ferrarese e le forze dell’ordine che, a leggere la denuncia presentata da una signora, non intervengono con la giusta risolutezza e, anzi, proprio non intervengono. L’avvocato David Zanforlin, noto per essere molto attento alle cause ambientaliste e animaliste, per conto di una cliente, ha pronta una denuncia sia nei confronti del proprietario del cane – per maltrattamenti – che nei confronti di Polizia locale, veterinari dell’Ausl e Carabinieri per il mancato intervento.

I fatti descritti sono relativi ai giorni dell’8 e del 12 agosto. Il primo giorno, la donna, mentre si recava dalla sua veterinaria di fiducia, ha notato che nel cortile di un’abitazione di via Bologna, all’interno di una gabbia di metallo, c’era un piccolo cane nero, completamente esposto al sole di mezzogiorno: “La particolarità preoccupante è che quel recinto in metallo non aveva e non ha nemmeno ora alcuna protezione per il sole, se non due piccolissime cucce praticamente nere e null’altro. La temperatura quel giorno si aggirava a circa 37 gradi centigradi all’ombra”.

La donna è andata dalla veterinaria, insieme alla quale poi è tornata davanti alla gabbia e “anche confortata dal giudizio” dell’esperta “circa la sussistenza del maltrattamento evidente di quell’animale” – ha chiamato il “112”, alle 13,35. La risposta è stata che la competenza spetta alla Polizia locale, immediatamente contattata e – si legge – aspettata per mezz’ora. Al loro arrivo c’era già un po’ di ombra, ma gli agenti hanno interpellato comunque due veterinari dell’Ausl, che alla fine hanno dichiarato che il cane stava bene.

A questo punto è intervenuto direttamente l’avvocato Zanforlin, interpellato dalla donna. E proprio lui in prima persona, il 12 agosto, si è recato sul posto per verificare quanto gli era stato raccontato: “Anche il legale poteva constatare la gravissima situazione e le condizioni di estremo calore in cui era detenuto il piccolo cane meticcio di colore nero”. Qui inizia il racconto di una piccola Odissea: l’avvocato ha chiamato prima il comando dei Carabinieri forestali, senza ottenere risposta, e poi più volte il numero delle emergenze 112. Dopo aver stabilito un contatto, gli è stato assicurato che verrà richiamato da un operatore della forestale, cosa che – sempre ripercorrendo i fatti come da denuncia – non è avvenuta subito, pertanto il legale ha provato prima con la Polizia locale e poi con la Polizia di Stato: nessuna delle due poteva però intervenire al momento. Alla fine è arrivata la chiamata dell’operatore della Forestale, che ha assicurato che non appena possibile sarebbe stata mandata una pattuglia. Il legale si è offerto di andarlo a prendere per accompagnarlo di persona, ma il militare, ovviamente, ha declinato l’invito, non dando però tempistiche sull’intervento.

Dopo un po’ di vana attesa, la denunciante e il legale si sono visti costretti a desistere, con tutta l’intenzione però di non lasciar perdere la vicenda e d’investire del caso la magistratura, sia per il (presunto) maltrattamento dell’animale, che per quanto riguarda il mancato intervento delle autorità, definito la “circostanza più sconcertante”, sottolineando “l’estrema difficoltà a mettersi anche solo in contatto telefonico con numeri deputati alle comunicazioni d’urgenza per la collettività, ma anche l’evidente disinteresse e sufficienza dimostrata dagli agenti che sono stati interessati alla vicenda, almeno il 12 agosto 2020”.

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