La Giunta comunale ha approvato lo schema di accordo tra il Comune di Ferrara e la Procura della Repubblica per l’attivazione del nuovo servizio online di richiesta dei certificati del Casellario giudiziale e dell’Anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato
L'assessorato alle Politiche Sociosanitarie del Comune di Ferrara sostiene, con un contributo di 10.000 euro, l'ampio progetto di inclusione sociale #lasciamolascia, promosso dall'associazione Le Passeggiate di Agata
La multiutility, main partner dell’evento, sarà presente in centro storico con il tradizionale punto informativo in cui saranno proposti divertenti eco-games
Da giovedì 27 agosto a domenica 6 settembre 2026 giochi, incontri, gastronomia, spettacoli con la contrada di San Giacomo sul Baluardo di Santa Maria della Fortezza
In occasione dell'apertura della stagione venatoria 2026/2027, la Polizia provinciale di Ferrara incontra cacciatori e cittadini interessati alle serate di illustrazione del prossimo calendario venatorio regionale
Per ricordare chi si è sacrificato per noi. Da “Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana”
Questa è l’ultima lettera alla fidanzata di Bruno Frattaion (Attilio), studente di 19 anni nato a San Daniele del Friuli (Udine) il 13 ottobre 1925, partigiano del Bagaglio ne Pisacane “Silvio Pellico”, fucilato pochi giorni prima della Liberazione in Friuli.
In seguito ad una delazione, viene catturato dalle SS italiane. Tradotto nelle carceri di Udine, più volte torturato, condannato a morte il 22 gennaio 1945. Fucilato l’1 febbraio 1945 nei pressi del cimitero di Tarcento (Udine), con altri sette: Adriano Carlon, Angelo Lipponi, Cesare Longo, Elio Marcuz, Giannino Putto, Calogero Zaffuto e Piero Zanier.
31 gennaio 1945
Edda,
voglio scriverti queste mie ultime, e poche righe. Edda, purtroppo sono le ultime si, il destino vuole così, spero ti giungano di conforto in tanta triste sventura.
Edda, mi hanno condannato alla morte, mi uccidono; però uccidono il mio corpo non l’idea che c’è in me. Muoio, muoio senza alcun rimpianto, anzi sono orgoglioso di sacrificare la mia vita per una causa, per una giusta causa e spero che il mio sacrificio non sia vano, anzi sia di aiuto nella grande lotta. Di quella causa che fino a oggi ho servito senza nulla chiedere e sempre sperando che un giorno ogni sacrificio abbia il suo ricompenso. Per me la migliore ricompensa era quella di vedere fiorire l’idea che purtroppo per poco ho servito, ma sempre fedelmente.
Edda il destino ci separa, il destino uccide il nostro amore quell’amore che io nutrivo per te e che aspettava quel giorno che ci faceva felici per sempre. Edda, abbi sempre un ricordo di chi ti ha sempre sinceramente amato. Addio a tutti.
Addio Edda
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